Apple fa causa a OpenAI per furto di segreti industriali
Apple ha depositato una causa contro OpenAI, accusandola di aver rubato informazioni riservate sull’hardware tramite ex dipendenti del colosso di Cupertino passati, appunto, a OpenAI. Secondo la denuncia, riportata da 9to5Mac, Apple descrive “un pattern di furto di segreti industriali da parte di dipendenti OpenAI che in precedenza lavoravano per Apple”, aggiungendo che “tale comportamento è normalizzato e incoraggiato dalla leadership”.
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Non è la prima volta che OpenAI finisce nel mirino su questo fronte, in quanto c’è già una causa separata intentata dalla startup iyO, inizialmente focalizzata sul branding e poi ampliata per includere accuse di appropriazione indebita di segreti commerciali.
Nonostante il tempismo tutt’altro che favorevole, OpenAI non sembra intenzionata a rallentare. In base a quanto riferisce Bloomberg, nell’immediato post-causa l’azienda ritiene ancora di essere in linea con i propri obiettivi: annuncio del primo prodotto hardware entro il 2026, lancio sul mercato nel 2027. Una fonte interna ha però precisato che la situazione potrebbe cambiare man mano che OpenAI approfondisce le accuse di Apple.
Una foto storica di Tim Cook e Jony Ive, il Chief Design Officer di Apple dal 1997 al 2019. Il designer ora sta collaborando con OpenAI.
Il progetto hardware di OpenAI nasce dalla partnership con IO Products di Jony Ive, annunciata a maggio 2025. Da allora si è parlato molto di cosa potrebbe essere questo primo dispositivo: l’analista Ming-Chi Kuo aveva ipotizzato un prodotto compatto, senza schermo, da indossare al collo, con fotocamere e microfoni per catturare l’ambiente circostante e uno smartphone come unità di calcolo e display. OpenAI stessa ha però smentito questa direzione in un documento depositato nel caso iyO, precisando che il primo prodotto non sarà un auricolare né un indossabile. L’azienda ha anche lasciato intendere di avere in mente una famiglia di dispositivi, non un singolo prodotto.
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