Sardegna

Orari dei locali a Oliena. La replica del sindaco: “Il diritto al lavoro conviva col riposo”

La recente discussione a Oliena sull’orario di occupazione del suolo pubblico per le attività di somministrazione ha sollevato un acceso dibattito politico cittadino. Al centro della polemica, la delibera di giunta comunale numero 42 del 22 maggio 2026, contestata dal gruppo consiliare di opposizione Paris Uliana Nova. I consiglieri Gianfranca Salis, Sebastiano Boi e Enrica Picca avevano infatti depositato un’interrogazione per chiedere l’annullamento della disposizione che fissa il limite di permanenza di tavolini e sedie all’esterno dalle ore 8.00 all’una di notte, ritenendo tale vincolo penalizzante per l’accoglienza turistica e l’economia locale, oltre che anacronistico per i mesi estivi.

Il sindaco di Oliena Sebastiano Congiu (foto S.Novellu)

Il sindaco di Oliena Sebastiano Congiu (foto S.Novellu)

A stretto giro è arrivata la replica del sindaco Bastiano Congiu, che ha respinto al mittente le accuse chiarendo i contorni normativi e storici della vicenda. Secondo il primo cittadino, l’interrogazione della minoranza parte da un presupposto che non corrisponde alla realtà dei fatti, poiché l’amministrazione non ha introdotto alcuna nuova limitazione. La delibera in questione si è limitata a richiamare una disciplina già vigente dal 2021. Congiu sottolinea come risulti difficile comprendere l’accusa di aver operato una scelta restrittiva, dal momento che gli orari sono esattamente gli stessi previsti da ormai cinque anni. Il sindaco ricorda inoltre che, prima dell’adozione del nuovo regolamento sul canone unico, la disciplina era decisamente più severa, permettendo l’occupazione del suolo pubblico solamente a partire dalle ore 17.00. Quella modifica, decisa in accordo con gli esercenti durante un incontro in sala consiliare, ampliò significativamente le possibilità lavorative anticipando l’apertura di ben nove ore, e da allora non è mai pervenuta in municipio alcuna richiesta formale di estensione degli orari prestabiliti.

Pur condividendo pienamente il valore delle attività di somministrazione, dei bar e dei ristoranti come importante presidio economico, turistico e sociale, il capo dell’esecutivo avverte che ridurre l’economia del paese ai soli pubblici esercizi offre una visione parziale della realtà. Il tessuto produttivo di Oliena è costituito anche da pastori, viticoltori, olivicoltori, artigiani, agricoltori, commercianti e numerosi lavoratori che iniziano la propria giornata nelle primissime ore del mattino. Queste professioni, che rappresentano la storia, la ricchezza e l’identità del centro barbaricino, meritano al pari di ogni altra attività lo stesso rispetto e un’adeguata tutela.

Nel discorso del sindaco emerge in modo netto la necessità di far convivere il diritto al lavoro con il diritto al riposo, evitando di creare categorie di lavoratori di serie A e di serie B o di far prevalere automaticamente gli interessi di un comparto su quelli degli altri cittadini. L’amministrazione, prosegue Congiu, è quindi chiamata a ricercare un delicato equilibrio tra il sostegno allo sviluppo turistico, la garanzia della socialità e la tutela della quiete pubblica. Ribadendo infine che l’occupazione del suolo pubblico e la diffusione sonora sono materie distinte ma entrambe vincolate al rispetto di specifiche normative, il sindaco rinnova la disponibilità a un leale confronto. L’obiettivo resta quello di sostenere tutte le attività economiche, nella ferma convinzione che la crescita di una comunità si misuri non soltanto da quanto a lungo rimangono aperti i tavolini di un bar, ma dalla capacità di conciliare sviluppo, convivenza civile e rispetto per chiunque contribuisca alla prosperità del paese.


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