via al piano per completare via Fancelli e salvare Torre Spaccata dal caos
C’è un punto preciso, nella periferia est della Capitale, in cui la città d’asfalto si arrende improvvisamente davanti a un muro di terra battuta e sterpaglie.
È il civico paradosso di via Fancelli, a Torre Spaccata: una strada nata a metà, che si interrompe bruscamente nel vuoto, costringendo da anni gli automobilisti a una tortuosa inversione di marcia e a lunghi giri di valzer nel traffico per raggiungere il lato opposto del quartiere.
Ora, però, quei duecento metri mancanti di strada stanno per trasformarsi da miraggio a realtà. Roma Capitale ha infatti avviato le trattative ufficiali con Cassa Depositi e Prestiti, colosso finanziario e proprietario delle aree, per acquisire i terreni e completare il tracciato.
La spinta decisiva è arrivata dal parlamentino del Municipio VII, che è riuscito a portare l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, attorno a un tavolo tecnico con la proprietà.
Al centro del confronto c’è il destino del cosiddetto Pratone di Torre Spaccata, l’enorme polmone verde che i residenti difendono da anni e che oggi custodisce, nel suo perimetro, la chiave per sbloccare la viabilità locale.
Dal “rammendo” urbano all’effetto della scuola di via Rugantino
L’esigenza di unire i due tronconi monchi di via Fancelli ha radici profonde. Già nel 2015 il Comitato di quartiere locale aveva inserito l’opera nel suo “progetto rammendo“, un dossier partecipato nato per ricucire un tessuto viario frammentato e ostile a chi si sposta ogni giorno.
Con il tempo, però, quel piccolo tratto di collegamento è diventato di vitale importanza a causa di un’altra rivoluzione urbanistica:
La strada scolastica: L’istituzione della zona pedonale a tutela degli studenti in via Rugantino ha modificato la circolazione dell’intero quadrante, blindando l’accesso alle auto negli orari di ingresso e uscita da scuola.
L’effetto imbuto: Senza una via di fuga parallela, il traffico si è riversato sulle arterie limitrofe, congestionando il cuore del rione e rendendo evidente la necessità di un percorso alternativo.
Il primo mattone burocratico è stato posato lo scorso 7 luglio. Durante il vertice tra le istituzioni e Cdp è stata finalmente tracciata la road-map amministrativa per il passaggio di proprietà delle aree necessarie al completamento della carreggiata.
Sette mesi per i terreni, poi il cantiere dell’Isola Ambientale
Per l’assessore municipale alla Mobilità, Fabrizio Grant, il prolungamento di via Fancelli non è un intervento isolato, ma rappresenta il tassello fondamentale per la nascita della futura Isola Ambientale Romanisti.
L’obiettivo della giunta locale è chiaro: razionalizzare i flussi e proteggere i pedoni, alleggerendo il traffico di attraversamento senza per questo penalizzare la mobilità dei residenti.
Una linea condivisa dal Campidoglio, pronto a dare piena attuazione al Piano particolareggiato del traffico non appena i terreni diventeranno di proprietà pubblica.
La palla passa ora agli uffici del Patrimonio per sbrogliare il nodo degli espropri. Secondo le stime del Municipio, la complessa procedura burocratica richiederà tra i sei e i sette mesi di tempo.
Solo allora sarà possibile approvare il progetto esecutivo e finanziare l’apertura del cantiere. Per Torre Spaccata, la fine di un isolamento durato anni comincia da quei duecento metri di asfalto promesso.
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