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‘Spionaggio russo in 10 Paesi europei’, stretta anti-cyber dell’Ue – Altre news

Una vasta campagna di spionaggio condotta in almeno dieci Paesi europei. Un’azione “malevola”, targata Cremlino e celata sotto mentite spoglie dal gruppo di hacker Turla. Nel giorno del vertice dei Volenterosi la Francia ha aperto un vaso di Pandora che potrebbe avere esiti imprevedibili. E’ stato il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot a rivelare la “vasta campagna informatica con finalità di sabotaggio e spionaggio” condotta dalla Russia. E, subito dopo, ha annunciato la convocazione, “nei prossimi giorni”, dell’ambasciatore di Mosca a Parigi. Ma non è stata solo la Francia a muoversi. Berlino, a ruota, ha convocato ugualmente il rappresentante della Russia in Germania. E anche l’Ue ha fatto un passo, dando via libera a sanzioni per nove individui e quattro entità collegati alle attività cyber di Mosca. Per il 21/o pacchetto di misure, invece, il placet del Consiglio Affari Esteri non si è concretizzato. Ma, ha assicurato l’Alto Rappresentante Kaja Kallas, la luce verde è vicina.

L’allarme lanciato dalla Francia non ha colto certo di sorpresa i vertici degli altri Paesi europei. Secondo quanto spiegato da Parigi e dell’Ue “il 16° Centro del Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) controlla una serie di gruppi responsabili di minacce informatiche, tra cui Turla. Da anni l’Fsb conduce una vasta gamma di attività informatiche dannose, con una gravità crescente, che colpiscono l’Ue, i suoi Stati membri e i partner internazionali, in particolare l’Ucraina”.

“Tali attività – ha sottolineato Kallas – hanno incluso l’infiltrazione nelle reti governative e il sabotaggio di infrastrutture critiche. Tra gli altri, sono stati presi di mira Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia. In Francia, il 16° Centro ha condotto attività di spionaggio informatico contro enti governativi strategici dal 2010 e contro l’industria della difesa nel 2025. In Germania, ha preso di mira enti governativi. Recentemente, in Polonia ha condotto operazioni di sabotaggio volte a causare disagi contro infrastrutture critiche”. E gli strani incidenti alla circolazione ferroviaria delle scorse settimane ne sarebbero una prova. Cybercriminali e “sedicenti” hacker legati a società private russe ma anche funzionari dei servizi segreti: questi i profili finiti nella blacklist che l’Ue ha redatto in stretta cooperazione con il Regno Unito. Non è certo la prima volta che l’Ue o un suo Paese membri – basta pensare al recente caso di spionaggio legato a due addetti militari dell’ambasciata russa in Italia – accende i fari sulle attività ibride del Cremlino.

Il cerchio, tuttavia, man mano si sta stringendo. Sul 21/o pacchetto, invece, sarà necessario attendere ancora un po’. I nodi sono stati ampiamenti smussati, ammorbidendo il testo, ma resta ancora qualche punto aperto, come quello delle sanzioni alle metaniere che portano Gnl russo. Sul divieto di ingresso ai veterani russi, invece, Italia e Francia sono state accontentate. Il principio resta, ed è messo nero su bianco. Ma l’attuazione tecnica è affidata a un lavoro successivo, finalizzato anche a non tagliare i flussi del turismo russo in Europa. “Le sanzioni vanno inflitte, noi siamo favorevoli a dare un segnale forte”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Anche la Bulgaria ha sciolto le riserve, dopo che il nome del patriarca russo-ortodossa Kirill è stato tolto dalla lista nera. Limato, per usare un eufemismo, anche il divieto di import di merluzzo russo, che aveva trovato la contrarietà di Germania e Portogallo. L’obiettivo resta quello di trovare un accordo in 48 ore, prima che scatti il rialzo automatico del price cap al petrolio. Il congelamento del tetto è infatti uno dei punti chiave del 21/o pacchetto: sarà, tuttavia, solo di tre mesi rispetto ai sei annunciati da Ursula von der Leyen.
   

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