il pusher di cocaina incastrato dalla Polfer tra ascensore e cuccia del cane
Ha pensato che le mura della casa di famiglia, un appartamento protetto dal rispetto per l’età dei genitori, potessero trasformarsi nel paravento perfetto per rimettere in piedi il proprio business illecito.
Un calcolo che si è rivelato fatale per un noto spacciatore romano, arrestato in flagranza dagli agenti del Compartimento della Polizia Ferroviaria per il Lazio.
L’uomo, finito ai domiciliari, è gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente al termine di un blitz fulmineo nato all’ombra delle rotaie capitoline.
L’operazione ha preso corpo durante i quotidiani pattugliamenti di sorveglianza e prevenzione che i poliziotti della Polfer portano avanti a ridosso delle stazioni e dei nodi ferroviari della città.
Proprio nei pressi dei binari, l’attenzione degli investigatori è stata catturata dai movimenti di una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, un uomo già schedato negli archivi giudiziari proprio per reati di droga.
Il viavai in ascensore e il trucco della cuccia
Invece di perderlo di vista, gli agenti in borghese hanno deciso di seguirne i passi a distanza, fino ad arrivare a un condominio poco distante dalle linee ferroviarie. Qui è andato in scena un copione classico dello spaccio al dettaglio:
L’andirivieni sospetto: Persone sconosciute arrivavano alla spicciolata nel palazzo, entravano nel portone, prendevano l’ascensore per salire a un piano specifico e riscendevano in strada dopo appena manciate di minuti.
La trappola sull’uscio: Capito che la base logistica si trovava nell’alloggio dei genitori del sospettato, i poliziotti si sono appostati sul pianerottolo. Non appena la porta si è aperta per far uscire l’ennesimo acquirente, gli agenti si sono palesati bloccando il cliente e facendo irruzione nell’appartamento.
Colto di sorpresa e vistosi ormai spacciato, il pusher ha tentato una disperata manovra dell’ultimo secondo: ha afferrato un grosso involucro di cellophane che aveva sul tavolo e lo ha gettato con forza all’interno della cuccia del cane, sperando che l’animale o l’oscurità del giaciglio potessero confondere le divise.
Maxi-sequestro di polvere bianca e contanti
Il goffo tentativo di occultamento non è sfuggito agli agenti, che hanno recuperato il pacchetto scoprendo che conteneva ben 297 grammi di cocaina purissima.
La successiva perquisizione della stanza ha permesso di scovare anche 6.500 euro in contanti, ritenuti il provento delle vendite delle ore precedenti, oltre a bilancini di precisione e rotoli di plastica per sigillare le dosi.
Tutto il materiale e il denaro sono stati sequestrati. Per il cliente colto sul fatto è scattata la sanzione amministrativa con la segnalazione alla Prefettura come assuntore, mentre per il venditore si sono aperte le porte delle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo. Il Giudice del Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare.
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