“Quel ragazzo ha bisogno di aiuto”: l’appello dell’Ambulatorio Popolare
L’Ambulatorio Popolare di Barletta ODV lancia un appello urgente alle istituzioni competenti dopo il nuovo episodio verificatosi in piazza Plebiscito, che ha visto coinvolta la stessa persona già protagonista nei giorni scorsi di gravi danneggiamenti all’interno della piazza. Questa volta, tuttavia, quanto accaduto ha reso ancora più evidente che non si è davanti a un semplice caso di vandalismo, ma a una situazione di grave fragilità personale e, con ogni probabilità, psichica.
La persona è arrivata in piazza zoppicando vistosamente, con un tutore o gesso in plastica a un braccio e in condizioni che destavano seria preoccupazione. Nel corso dell’episodio si è tolta parte del tutore, le garze che lo sorreggevano e le scarpe, gettando tutto nella vasca, per poi allontanarsi scalza, con andatura incerta e con parte del presidio sanitario ancora addosso. “Davanti a una scena del genere non possiamo più parlare semplicemente di vandalismo”, dichiara l’Ambulatorio Popolare. “Quel ragazzo non è una persona da inseguire, insultare o criminalizzare. È una persona che ha bisogno di aiuto”.
L’Ambulatorio Popolare sottolinea come la situazione stia provocando danni alla piazza e preoccupazione tra le persone che la frequentano, ma evidenzia soprattutto il rischio concreto che la persona coinvolta possa fare male a se stessa. Per questo l’associazione chiede un intervento immediato da parte di ASL, Comune, servizi sociali e di tutti i soggetti istituzionali competenti. “Questa persona va intercettata, seguita e presa in carico. Non domani, non quando accadrà qualcosa di più grave. Adesso. Una città civile non può limitarsi a guardare, commentare o indignarsi, lasciando poi una persona fragile da sola, ferita, scalza, in giro per strada”.
L’Ambulatorio Popolare ribadisce che la questione non può essere affrontata solo come problema di ordine pubblico. Serve una presa in carico reale, sanitaria e sociale, capace di tutelare la persona coinvolta, la sua eventuale famiglia, la comunità e gli spazi pubblici. “Lo chiediamo con forza, ma anche con profonda umanità: le istituzioni intervengano. Quel ragazzo ha bisogno di aiuto”.
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