Dichiarazione redditi, in Italia un contribuente su quattro si fa aiutare da un professionista
L’Italia è, tra i 27 Stati membri dell’Unione europea, il Paese in cui ci si affida di più ai professionisti per compilare la dichiarazione dei redditi: 25 per cento contro la media comunitaria dell’8 per cento. Percentuali alte si registrano anche in Slovacchia (19%), Grecia (18%) e Repubblica Ceca (15%). Lo rivela il «Rapporto annuale sulla tassazione» del 2026, pubblicato l’8 luglio 2026.
I numeri
A livello europeo, il lavoro autonomo – spiega il report, citando dati forniti da una survey di Eurobarometro – aumenta la probabilità di avvalersi del servizio di un professionista di 3,6 punti percentuali, mentre essere donne la aumenta di 0,9 punti percentuali. Vivere in una grande città, al contrario, riduce la probabilità di 1,1 punto percentuale. Altro elemento significativo è l’età: per ogni anno che passa, la probabilità aumenta di 0,6 punti percentuali. Un lavoratore autonomo ha una probabilità di sei punti percentuali maggiore di considerare la compilazione della dichiarazione dei redditi difficile, ma è anche probabile che percepisca la tassazione come equa. Gli autonomi, infatti, hanno una probabilità superiore di 2,3 punti percentuali di considerare il sistema equo e una probabilità superiore di 3 punti percentuali di ritenere che il supporto per la compilazione sia adeguato.
Secondo la relazione, questi dati empirici si allineano con l’ipotesi che «il coinvolgimento nelle procedure favorisce la percezione di legittimità istituzionale, anche quando l’onere della compliance è elevato». Al tempo stesso, essere lavoratore autonomo riduce la probabilità di considerare la lotta all’elusione e all’evasione fiscale di 10,6 punti percentuali.
Redditi da capitale
Un impatto ancora maggiore è esercitato dai redditi da capitale, che riducono la probabilità di 16,1 punti percentuali. Percepire una pensione e vivere in una grande città invece che in un’area rurale aumentano la percezione della lotta all’evasione e all’elusione come priorità dell’Ue, rispettivamente di 3,2 e 3,7 punti percentuali. I rispondenti con reddito basso hanno assegnato un peso inferiore nella lista delle priorità dell’Unione rispetto a chi, invece, ha un reddito alto.
Fonte del reddito
Gli studi, tuttavia, mostrano che l’atteggiamento nei confronti della tassazione è influenzato più dalla fonte del reddito che dall’entità dello stesso. L’entità del reddito produce una percezione diversa nella complessità della compilazione della dichiarazione dei redditi e una diversa priorità assegnata alla lotta a evasione ed elusione. Tuttavia, la fonte del reddito è una variabile significativa in più modelli di valutazione e produce effetti maggiori.
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