Pubblico straordinario al Festival letterario dell’Archeologia, ascoltando Mieli e ricordando Dalla
Cabras
Stasera nuovo interessante appuntamento sotto la regia della Fondazione Mont’e Prama
Pubblico delle grandi occasioni ieri sera alla Peschiera Mar’e Pontis di Cabras per la seconda giornata del Festival Letterario dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama. Oltre 500 persone hanno partecipato a una serata che ha attraversato il Mediterraneo antico, la lingua e l’identità della Sardegna, le conseguenze delle guerre e la vita di uno dei più importanti protagonisti della musica italiana. A chiudere l’appuntamento è stato Federico Buffa, che con lo spettacolo dedicato alle ultime 48 ore di Lucio Dalla ha riempito ed emozionato Mar’e Pontis.
Condotta da Virginia Saba, la serata ha alternato dialoghi, riflessioni storiche, reading letterari, sperimentazioni sonore e musica dal vivo, confermando la capacità del Festival di mettere in relazione archeologia, letteratura, storia, attualità e spettacolo.
Il Mediterraneo, gli imperi e la fragilità della democrazia
Ad aprire il programma è stato Paolo Giulierini, che ha presentato Mare Monstrum in dialogo con l’archeologo Giorgio Murru. Partendo dai mostri, dai miti e dalle paure che popolavano il Mediterraneo antico, il confronto si è trasformato in una riflessione sulla natura umana, sulla costruzione del nemico e sulle forme del potere.
Giulierini ha ricordato come anche gli esempi più alti di democrazia del mondo antico fossero fondati su sistemi di dominio. Una contraddizione che attraversa la storia e arriva fino al presente, mostrando quanto la democrazia sia preziosa e, allo stesso tempo, fragile.
Parola e suono nel reading di Giuseppe Corongiu e Arrogalla
La serata è proseguita con Gherras, il reading letterario di e con Giuseppe Corongiu, accompagnato dalla ricerca musicale di Arrogalla. La voce, la lingua sarda e la sperimentazione elettronica si sono incontrate in una performance dedicata al conflitto, alla memoria e all’identità. Un dialogo tra parola e suono, molto apprezzato dal pubblico, capace di restituire la forza espressiva della lingua e di trasformarla in materia narrativa e musicale.
Paolo Mieli: cosa accade quando una guerra finisce
Le conseguenze politiche, sociali e umane dei conflitti sono state al centro dell’incontro con Paolo Mieli, che ha presentato Il prezzo della pace. Quando finisce una guerra in dialogo con Marco Varvello.
Il confronto ha mostrato come la fine formale di una guerra non coincida necessariamente con il ritorno alla pace. Le conseguenze dei conflitti continuano infatti a manifestarsi a lungo, modificando confini, rapporti tra gli Stati, equilibri sociali e vite individuali.
Mieli ha osservato come gli Stati Uniti, dopo la vittoria nella Seconda guerra mondiale, non siano più riusciti a ottenere risultati altrettanto definitivi nei successivi conflitti. Ha inoltre richiamato il carattere paradossale delle armi di distruzione di massa, capaci di produrre conseguenze che finiscono per danneggiare anche chi le utilizza.
Nel corso dell’incontro è emersa anche una prospettiva di speranza: dopo le guerre più lunghe e devastanti, la storia ha spesso conosciuto periodi di rinascita e di straordinaria fioritura, come se un terreno profondamente segnato riuscisse successivamente a generare nuove energie.

Federico Buffa racconta le ultime 48 ore di Lucio Dalla
A chiudere la seconda giornata è stato lo spettacolo Il futuro è tra mezz’ora. Le ultime 48 ore di Lucio Dalla, con Federico Buffa e Cesare Pomarici, nato da un’idea di Luca Gnudi e accompagnato da Alessandro Nidi al pianoforte ed Emanuele Nidi alla chitarra e alla voce.
Per circa un’ora Buffa ha condotto il pubblico dentro la vita e l’opera di Lucio Dalla, seguendo la scaletta del suo ultimo concerto, tenuto a Montreux nel febbraio del 2012. Un viaggio narrativo e musicale costruito attraverso ricostruzioni storiche, testimonianze, aneddoti privati e dichiarazioni pubbliche, per restituire la complessità artistica e umana del cantautore bolognese.
La narrazione ha seguito le ultime 48 ore della sua vita: la notte del concerto, la mattina successiva e le ore che accompagnarono la notizia della sua morte. Le canzoni, eseguite in una forma capace di recuperare qualcosa della loro ispirazione più spontanea e originaria, sono diventate le tappe attraverso cui attraversare la sua storia.
Questa sera Elda Alvigini, Patrizia Marras, Tea Ranno e Stefano Nazzi
Il Festival prosegue questa sera, sabato 11 luglio, dalle ore 20, sempre nella Peschiera Mar’e Pontis di Cabras, con una nuova giornata dedicata alle identità, alle esperienze personali, alla creatività e alla cronaca nera.
Ad aprire il programma sarà Elda Alvigini con Inutilmentefiga, pubblicato da Santelli Editore. Un racconto ironico e personale che affronta aspettative, fragilità, stereotipi e contraddizioni della vita contemporanea.
Seguirà Patrizia Marras con La moda non è un mestiere per cuori solitari, edito da Bompiani. Una storia che intreccia creatività, impresa e relazioni, raccontando la moda come un percorso collettivo fatto di incontri, intuizioni e coraggio.
Sarà poi la volta di Tea Ranno, che presenterà Avevo un fuoco dentro, pubblicato da Mondadori, in dialogo con Giovanni Follesa. Un libro che affronta il dolore, la malattia e la capacità di trasformare un’esperienza personale in una testimonianza di forza e consapevolezza.
A chiudere la terza serata sarà Stefano Nazzi con il reading Predatori. I serial killer che hanno segnato l’America, pubblicato da Mondadori. Attraverso alcuni dei casi più noti della cronaca statunitense, Nazzi ricostruirà storie criminali e contesti sociali che hanno profondamente segnato l’immaginario contemporaneo.
Il programma completo e le modalità di registrazione sono disponibili su monteprama.it.
Sabato, 11 luglio 2026
©Riproduzione riservata
Source link




