Richieste di asilo, il Csm lancia l’allarme sui carichi di lavoro
«Fortemente incerta», è questa la valutazione del Csm sulla possibilità per gli uffici giudiziari di fronteggiare i nuovi e più pesanti carichi di lavoro imposti dall’attuazione, da metà giugno, delPatto europeo sulla migrazione e l’asilo. È quindi preoccupato, sul punto, il parere approvato dal plenum sul decreto legge (in questi giorni in discussione al Senato) che definisce la nuova disciplina applicabile. Il parere sottolinea come la decisione della Commissione europea del 5 agosto 2024 ha assegnato all’Italia un numero obbligatorio di 16.032 procedure di frontiera per il primo anno (giugno 2026-giugno 2027), che diventeranno 24.048 nell’anno successivo e 32.064 a regime (da giugno 2028 in avanti). Si tratta del 26,7% per cento di tutte le procedure di frontiera dell’intera Unione europea.
Potenziamenti e criticità
È vero che il decreto prevede il potenziamento delle Commissioni territoriali, stabilendo l’istituzione fino a un massimo di 24 nuove Sezioni delle Commissioni e l’assunzione di 240 unità di personale con qualifica di funzionario e 77 unità di personale con qualifica di assistente. A questo potenziamento degli apparati amministrativi, reso necessario dalle nuove competenze, non corrisponde, tuttavia, avverte il Csm, un analogo potenziamento delle Sezioni specializzate, tornate competenti sulla materia dopo la contestata devoluzione alle Corti d’appello.
Il parere ricorda che, a ogni procedura di frontiera, sono associate forme di limitazione della libertà di circolazione (nella forma dell’autorizzazione a risiedere in un luogo determinato, assimilabile di fatto all’obbligo di dimora) o della libertà personale (nelle forme del trattenimento o del fermo disposto per il compimento di accertamenti), con conseguente moltiplicazione dei procedimenti di controllo giurisdizionale. «È dunque evidente – si legge nel parere – che a un significativo incremento della capacità di definizione da parte dell’Amministrazione, dovuto al previsto potenziamento delle commissioni territoriali, seguirà un altrettanto significativo incremento del contenzioso giudiziario, il quale ultimo appare certamente destinato a richiedere un significativo, ulteriore, impegno agli uffici giudiziari».
Arretrato e pendenze
Perplessità anche sul versante dell’ufficio del processo stralcio, al quale è affidato lo smaltimento di larga parte del contenzioso pendente a fine 2025 in materia di immigrazione. Infatti, l’adeguamento della pianta organica dei magistrati onorari, ai quali è affidato l’intervento, dovrà essere tale da rendere realistico l’abbattimento dell’arretrato. I dati messi in evidenza sul fronte della protezione internazionale da parte del Csm nel periodo 2019-2025, a fronte di definizioni che si sono mantenute pressoché stabili intorno a circa 35mila procedimenti annui, hanno invece visto aumentare in maniera significativa le sopravvenienze, passate dalle circa 38mila del 2023 alle circa 80mila del 2025.
Inevitabile la ripercussione sulle pendenze, anch’esse raddoppiate nello stesso periodo (dalle circa 67.000 del 2023 alle circa 133.000 del 2025). «Dall’analisi in questione – conclude il parere – emerge che, al ritmo dei circa 40mila procedimenti definiti nel 2025, occorrerebbero più di 3 anni per smaltire l’intero arretrato accumulato al 31 dicembre 2025».
Source link




