Lavoro nella cultura, il divario in Europa: quasi 9 milioni di addetti pari al 4,3% della forza lavoro. Italia ferma al 3,9%

Nel 2025 il settore culturale dell’Unione Europea ha impiegato quasi nove milioni di persone, per l’esattezza 8.885.700 addetti.
Questa cifra rappresenta il 4,3% dell’occupazione totale all’interno dei Paesi membri. Analizzando le statistiche diffuse da Eurostat, l’Italia si posiziona leggermente al di sotto della media comunitaria: nella nostra Penisola, infatti, i lavoratori impiegati nella cultura sono 936.900, un bacino che corrisponde al 3,9% dell’occupazione nazionale complessiva.
Il confronto con gli altri Paesi: l’Olanda guida la classifica
Osservando i dati del continente, emergono differenze molto ampie tra i vari Stati. I Paesi Bassi registrano la quota più alta in assoluto, con il 5,7% della forza lavoro impiegata in ambito culturale. Seguono a breve distanza l’Estonia con il 5,3% e Malta con il 5,1%. All’estremo opposto della graduatoria si trova la Romania, che fa registrare il valore più basso con appena l’1,8%, preceduta da Bosnia a 2,9%, dalla Slovacchia al 3,3% e dall’Irlanda al 3,4%.
Rispetto alle altre grandi economie europee, l’Italia resta numericamente e in percentuale un passo indietro. La Francia raggiunge infatti il 4,8% (con 1.397.400 addetti), la Germania si attesta al 4,4% (con ben 1.855.900 lavoratori) e la Spagna arriva al 4,2% (impiegando 924.900 occupati, una cifra in termini assoluti molto simile a quella italiana).
Età, istruzione e differenze di genere
L’identikit di chi lavora nella cultura a livello europeo mostra un grado di preparazione accademica molto alto. La maggioranza degli occupati del settore possiede un’istruzione terziaria, pari al 61,9% del totale, mentre appena il 6,7% si ferma all’istruzione secondaria inferiore. A livello anagrafico, quasi metà dei lavoratori europei si concentra nella fascia di età tra i 30 e i 49 anni, che da sola rappresenta il 48,5% degli impiegati.
La parità di genere nel panorama continentale risulta quasi perfettamente bilanciata, con le donne che coprono il 49,6% dei posti e gli uomini il 50,4%. Guardando alle percentuali specifiche dell’Italia, l’occupazione culturale femminile incide per il 4,1% sul totale dell’occupazione delle donne nel Paese. Si tratta di un tasso leggermente superiore rispetto all’incidenza maschile, dato che i lavoratori uomini della cultura rappresentano il 3,8% del totale degli occupati uomini italiani.
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