Cultura

La casa nella prateria, come sono oggi gli attori della serie che ha emozionato generazioni

Ci sono serie televisive che non invecchiano mai. A oltre quarant’anni dalla conclusione, La casa nella prateria continua a conquistare nuovi spettatori e a far emozionare chi è cresciuto insieme alla famiglia Ingalls. I suoi racconti di solidarietà, sacrificio, amore e resilienza hanno attraversato le generazioni, trasformando un semplice telefilm ambientato nel West americano in un autentico fenomeno culturale.

Prodotta tra il 1974 e il 1983 e ispirata ai romanzi autobiografici di Laura Ingalls Wilder, la serie raccontava la vita quotidiana di una famiglia di pionieri nella seconda metà dell’Ottocento. In nove stagioni e oltre 200 episodi affrontò temi sorprendentemente moderni per l’epoca, dal razzismo alla disabilità, dall’alcolismo alle difficoltà economiche, senza perdere quella dimensione familiare che ne decretò il successo mondiale.

Oggi il nome della serie è tornato al centro dell’attenzione grazie al nuovo adattamento prodotto da Netflix. La piattaforma ha deciso di tornare alle origini letterarie dell’opera, proponendo una rilettura più fedele ai romanzi di Laura Ingalls Wilder. Un’occasione perfetta per chiedersi che fine abbiano fatto gli interpreti che hanno reso immortali i personaggi della serie originale.

Laura Ingalls de La casa nella Prateria – Fonte: NBC

È impossibile parlare de La casa nella prateria senza partire da Michael Landon, l’indimenticabile Charles Ingalls. Non era soltanto il protagonista: fu anche produttore esecutivo, regista e principale artefice del successo della serie. Già amatissimo dal pubblico per Bonanza, Landon trasformò il padre della famiglia Ingalls in una figura paterna ideale, sempre pronto ad affrontare le difficoltà con umanità e ottimismo. Il suo contributo creativo fu enorme e contribuì a dare alla serie quell’equilibrio tra emozione, ironia e riflessione che ancora oggi la rende attuale.

Terminata l’esperienza nella prateria, ottenne un nuovo grande successo con Autostop per il cielo, nella quale interpretava Jonathan Smith. Nel 1991 annunciò pubblicamente di essere affetto da un tumore al pancreas in fase avanzata. In una toccante intervista rilasciata al The Tonight Show con Johnny Carson parlò apertamente della malattia, mostrando la stessa dignità che aveva caratterizzato i suoi personaggi. E’ morto il 1° luglio 1991, a soli 54 anni, lasciando un’eredità artistica ancora oggi amatissima.

Poi c’è lei, che per milioni di telespettatori sarà sempre Laura Ingalls. Melissa Gilbert fu scelta dopo centinaia di provini e crebbe letteralmente davanti alle telecamere. Dopo la conclusione della serie costruì una lunga carriera televisiva partecipando, tra le altre, a Settimo Cielo, Nip/Tuck e The Night Shift. Interpretò persino Caroline Ingalls nel musical ispirato ai libri della Wilder, quasi a chiudere simbolicamente il cerchio. La sua vita, però, non è stata priva di difficoltà. Nell’autobiografia Prairie Tale: A Memoir ha raccontato con grande sincerità di aver attraversato periodi segnati da dipendenze da alcol e droghe e dalle pressioni del successo ottenuto da bambina. Negli anni ha anche intrapreso un percorso politico, candidandosi al Congresso degli Stati Uniti con il Partito Democratico, salvo ritirarsi per motivi di salute. Continua comunque a partecipare a eventi dedicati alla serie e mantiene uno stretto rapporto con i fan.

Mary Ingalls de La casa nella prateria – Fonte: NBC

Il volto rassicurante della mamma Caroline appartiene a Karen Grassle, interprete di uno dei personaggi più amati dell’intera serie. Dopo la fine dello show ha alternato televisione e teatro, apparendo in produzioni come Love Boat e La signora in giallo. Grande appassionata di palcoscenico, ha fondato la Resource Theater Company a Santa Fe e ha continuato a dedicarsi alla recitazione anche in età adulta. Nel 2016 è stata protagonista dell’adattamento teatrale di A spasso con Daisy, confermando una carriera costruita ben oltre il successo televisivo.

Mary Ingalls invece rappresentava la sensibilità e la forza d’animo della famiglia. Melissa Sue Anderson diede grande intensità alla trasformazione del personaggio dopo la perdita della vista, ispirata alla reale vicenda della figlia maggiore di Laura Ingalls Wilder. Conclusa la serie, l’attrice ha continuato a lavorare saltuariamente, ma ha progressivamente scelto di privilegiare la vita privata. Nel 2002 si è trasferita con la famiglia in Canada, ottenendone successivamente anche la cittadinanza. Nel 2010 ha pubblicato l’autobiografia The Way I See It, nella quale ha ricordato gli anni trascorsi sul set raccontando curiosità e retroscena della celebre produzione.

Entrato nella quinta stagione nel ruolo dell’orfano Albert Quinn Ingalls, Matthew Laborteaux divenne rapidamente uno dei personaggi più amati, nonostante fosse una creazione originale della serie e non comparisse nei romanzi. La sua storia personale presenta una curiosa coincidenza: anche lui, nella vita reale, era stato adottato. Negli anni Ottanta e Novanta ha continuato a recitare, ma ha trovato una seconda carriera nel doppiaggio, prestando la voce a numerosi cartoni animati e videogiochi.

Nellie Oleson è probabilmente uno dei personaggi più iconici della televisione americana. Dietro quell’antagonista insopportabile c’era Alison Arngrim, che riuscì a rendere memorabile un ruolo destinato a entrare nella storia. Negli anni successivi ha continuato a lavorare come attrice e produttrice televisiva insieme a Melissa Gilbert. Successivamente si è reinventata come stand-up comedian, conquistando un nuovo pubblico. La sua autobiografia, Confessions of a Prairie Bitch, è diventata un caso editoriale. Nel libro racconta gli abusi subiti durante l’infanzia e spiega come quella dolorosa esperienza l’abbia spinta a impegnarsi nella tutela dei minori e nella lotta contro l’AIDS, causa sostenuta anche dopo la morte dell’amico Steve Tracy.

Dean Butler entrò nella serie interpretando Almanzo Wilder, il futuro marito di Laura. Terminata l’esperienza nella prateria, ha continuato a lavorare sia come attore sia come produttore televisivo, realizzando programmi sportivi, documentari e produzioni d’intrattenimento. Negli ultimi anni è diventato anche uno dei principali custodi della memoria della serie, partecipando frequentemente a convention e incontri con i fan. Le sorelline della famiglia Ingalls furono interpretate da due coppie di gemelle. Sidney e Lindsay Greenbush diedero il volto a Carrie, mentre Brenda e Wendi Turnbaugh interpretarono Grace. Entrambe le coppie decisero molto presto di lasciare il mondo dello spettacolo per intraprendere percorsi completamente diversi, lontani dalle telecamere.

Tra i personaggi più divertenti della serie spiccavano poi Harriet e Nels Oleson. Katherine MacGregor, interprete dell’energica Harriet, non partecipò al film conclusivo del 1984 perché impegnata in un pellegrinaggio in India dopo la conversione all’induismo. Successivamente si dedicò soprattutto all’insegnamento della recitazione. È scomparsa nel 2018. Richard Bull, il mite Nels, vantava invece una lunghissima carriera tra cinema e televisione, con oltre cento produzioni all’attivo. Morì nel 2014 dopo aver lavorato fino agli ultimi anni della sua vita.

mamma Caroline de La Casa nella prateria – Fonte: NBC

Il successo senza tempo della serie ha convinto Netflix a realizzarne un nuovo adattamento. La showrunner Rebecca Sonnenshine ha raccontato in diverse interviste di essersi innamorata dei romanzi quando aveva appena cinque anni e di considerare quel mondo una delle principali fonti d’ispirazione della propria carriera. Al suo fianco figura anche Trip Friendly, figlio di Ed Friendly, produttore esecutivo della serie originale.

La nuova versione non vuole essere un semplice remake, ma un ritorno alle radici letterarie. Per questo motivo la storia non riparte da Walnut Grove, il luogo che il pubblico associa immediatamente alla serie televisiva con Michael Landon. Netflix ha infatti scelto di ambientare i primi episodi a Independence, in Kansas, seguendo con maggiore fedeltà il percorso raccontato nei libri di Laura Ingalls Wilder. Una scelta che ha sorpreso molti fan, ma che riflette l’intenzione di riportare sullo schermo le esperienze realmente vissute dall’autrice durante l’infanzia.


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