Scienza e tecnologia

Ma quante ore duravano davvero le pile del Game Boy e Game Boy Color?

Ai tempi dei primissimi Game Boy, i videogiocatori che avevano scelto di investire nel nascente mondo delle console portatili dovevano fare i conti con una bella gatta da pelare: la durata delle batterie. Non esistevano ancora le unità saldate sotto alla scocca come è norma quest’oggi.

Il primo Game Boy ad adottare una batteria integrata fu il Game Boy Advance SP, uscito nel 2003 e quindi 14 anni dopo la prima portatile di Nintendo del 1989. La domanda alla quale oggi vogliamo porre non è però quando arrivò la batteria ricaricabile, ma quanto duravano, di fatto, le pile dei primi Game Boy e Game Boy Color. Partiamo da quanto dichiarato da Nintendo: secondo la compagnia di Kyoto, il primo Game Boy poteva contare su un’autonomia di almeno 36 ore. Un record per l’epoca che superava anche i sistemi più complessi e tecnologici degli anni ’80.

C’è però da sottolineare che, come accade anche in tempi moderni, spesso il dato dichiarato dal produttore non trova il favore della realtà. Secondo alcune fonti autorevoli dell’epoca, il primo Game Boy poteva contare su un’autonomia più vicina alle 30 ore. Non un dato allarmante, ma comunque di poco inferiore rispetto a quanto sottolineato da Nintendo. Il segreto di queste cifre fenomenali? La filosofia progettuale alla base della portatile Nintendo. La tecnologia dell’epoca poteva spingersi anche ben oltre alle potenzialità del primo Game Boy, ma in quel di Kyoto si scelse di percorrere una strada conservativa.

Lo schermo era un LCD monocromatico a bassissimo consumo, mentre il processore di Sharp era poco esigente. Quattro batterie stilo permettevano quindi di mantenere la macchina attiva per decine di ore. Un altro elemento importante era la lucina rossa, che segnalava quando le batterie iniziavano ad esaurirsi. Il giocatore aveva quindi sempre ben chiaro il livello dell’autonomia di Game Boy, e poteva sostituire per tempo le stilo dietro alla scocca.

Nel 1998, l’arrivo del Game Boy Color riscrisse in parte la storia, riducendo però drasticamente il dato sull’autonomia. Il nuovo display a colori, mescolato allo slot per sole due batterie AA, fece scendere il valore intorno alle 10 ore. Un prezzo da pagare per avere, di ritorno, un display meraviglioso che però consumava molto di più dell’LCD basico di Game Boy nel 1989.

Per altre curiosità legate al mondo delle portatili di mamma Nintendo, qui vi raccontiamo la nostra esperienza di acquisto di un Game Boy trasparente.


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