Marche

Giovane receptionist palpeggiata in hotel, definitiva la condanna per noto albergatore maceratese di 75 anni


MACERATA Molestie a una giovane dipendente, diventa definitiva la condanna a due anni e due mesi per violenza sessuale per un noto albergatore della provincia di 75 anni. La Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal suo difensore. 

La vicenda

I fatti finiti al centro del processo erano avvenuti tra settembre del 2019 e gennaio del 2020 in una struttura ricettiva che si trova nel Maceratese. In base a quanto ricostruito dalla Procura – il fascicolo è del pm Rosanna Buccini – il 2 settembre 2019 l’albergatore si era avvicinato alla giovane, all’epoca ventenne che lavorava come receptionist, e si era strofinato su di lei palpeggiandole il seno. La ragazza era riuscita a divincolarsi e ad andare via, sconvolta. Dopo quel primo episodio la giovane era tornata al lavoro ma da quel giorno il titolare le avrebbe inviato diversi messaggi su Whatsapp fino al 14 gennaio del 2020 quando l’anziano l’aveva bloccata in un angolo della struttura e dicendole che la desiderava, l’aveva baciata sul collo strofinandosi ancora una volta su di lei. La giovane raccontò quello che le era accaduto prima al fidanzato poi al padre, e con il loro sostegno decise di denunciare il titolare. L’albergatore era finito sotto processo per le accuse di violenza sessuale e stalking. In primo grado, nel 2024, i giudici del collegio del Tribunale di Macerata lo avevano assolto dall’accusa di stalking e condannato a due anni e due mesi per violenza sessuale oltre al pagamento del risarcimento alla vittima, parte civile con l’avvocato Sandro Giustozzi, da quantificare in sede civile. Il difensore dell’albergatore, l’avvocato Gabriele Cofanelli, impugnò la sentenza in appello, ma anche i giudici dorici, a dicembre 2025, confermarono integralmente la sentenza di primo grado. Poi presentò ricorso in Cassazione che lo ha dichiarato inammissibe.

«Il Tribunale e la Corte d’Appello hanno ritenuto totalmente credibile la dolorosa narrazione resa dalla giovane ragazza che è stata anche costretta a dimettersi e a perdere il posto di lavoro pur di non subire ulteriori violenze – ha commentato l’avvocato Giustozzi -. Fino ad oggi l’imprenditore non ha risarcito i danni e non neanche rimborsato le spese legali liquidate dalle due Corti, costringendo la ragazza a dar corso ad ulteriori azioni giudiziarie. Il caso deciso dalla Cassazione è grave e certi avvenimenti vanno stroncati con condanne esemplari». La ragazza, dopo aver saputo la decisione della Cassazione «è scoppiata in un pianto liberatorio – ha aggiunto il legale – avendo finalmente ottenuto giustizia. Ora l’imputato dovrà risarcire i danni».




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