Campo largo, proteste a Napoli. Schlein: “Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci”
“Siamo qui uniti non perché ce lo ha chiesto il medico. Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci e andremo uniti a vincere le prossime elezioni” ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, alla manifestazione in corso a Napoli per dare il via al campo largo.
“Lo faremo per un Paese più giusto, dove tutti hanno la stessa opportunità – ha aggiunto – Non ci serve un granché una presidente del Consiglio donna se non migliora le condizioni delle altre donne”. E ancora: “La destra si riempie la bocca di supporto alle famiglie ma poi affossa le proposte che servono davvero alle famiglie italiane – se si vuole contrastare la denatalità bisogna combattere la precarietà. La destra ha usato come scusa che non ci sono le coperture poi ha trovato i soldi per il Ponte di Messina o le prigioni in Albania”.
Poi Schlein ha aggiunto: “Dopo quattro anni di governo Meloni il Paese non sta meglio, avevamo i numeri in Parlamento per fare tutto e non è stato fatto nulla. Volete sapere qual è la loro priorità? Oggi otto uomini per tre ore hanno parlato della legge elettorale che vogliono cambiare perché hanno paura di perdere. Noi saremo tutti insieme contro questa pessima legge elettorale”.
Le proteste in piazza
La manifestazione era partita tra le proteste dei disoccupati e Potere al Popolo. Contestati il leader M5S Giuseppe Conte, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
In particolare, i disoccupati del ‘movimento 7 Novembre’, che erano già sparpagliati in piazza, all’improvviso hanno provato ad occupare il palco della manifestazione, ma l’intervento immediato delle forze dell’ordine lo ha impedito, respingendo i manifestanti al di là delle transenne di sicurezza. Ora sono schierati poliziotti in tenuta anti sommossa mentre i disoccupati gridano ‘Lavoro, lavoro’.

Conclusa la protesta dei disoccupati, l’iniziativa è stata contestata da una ventina di attivisti di Potere al Popolo, tra loro anche il portavoce nazionale Giuliano Granato. La protesta ha interrotto per diversi minuti il comizio tra le urla “fuori, fuori” e “buffoni”. Alcuni sono stati fermati dalle forze dell’ordine mentre tentavano di salire sul palco, costringendo i leader a sospendere i loro interventi.

Dopo diversi momenti di tensione con gli altri presenti in piazza, che hanno rivolto verso gli attivisti di Potere al Popolo il coro “fascisti, fascisti” e cantato “Bella ciao”, il gruppo si è allontanato dal luogo del comizio. Giuseppe Conte dal palco ha cercato di placare la protesta: “Non facciamo decreti per impedirvi il dissenso, venire qui a discutere pacificamente”. È poi ripreso il comizio dei leader di centrosinistra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni.
A tarda serata, con una nota, la premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà perché “la libertà di organizzare e svolgere una manifestazione politica è un principio che deve valere sempre, per tutti”.
Conte: “Il salario minimo sarà la prima misura che faremo al governo”
“La prima misura che faremo al governo sarà il salario minimo” ha esordito Conte dopo le proteste. “È una misura che ci è rimasta nel cuore – ha aggiunto Conte – e che non siamo riusciti a realizzare perché non avevamo i numeri. È la prima cosa su cui abbiamo lavorato con le forze di opposizione in questa legislatura. Giorgia Meloni ci diede la disponibilità di discuterne a Palazzo Chigi, si è finta pensosa e assorta nell’ascoltarci, e dopo averci ascoltato ha detto che rimetteva per un approfondimento la nostra proposta al Cnel di Brunetta. Il risultato è che hanno dato più fondiáper ministri e sottosegretari e non per il salario minimo, definito da Tajani misura da stato sovietico”.

Bonelli: “Il governo fa la guerra ai poveri invece che alla povertà”
“La nostra alleanza dà fastidio a qualcuno ma se ne facciano una ragione, ci siamo e siamo pronti a vincere con un programma forte. Pensiamo solo all’emergenza climatica, milioni di persone in povertà energetica che non possono pagare le bollette, e un Governo che fa la guerra ai poveri invece che alla povertà”. Così Angelo Bonelli (Avs) dal palco di Napoli. “In questi giorni – ha ricordato – stiamo conducendo una dura battaglia contro una legge elettorale che vuole costruire il dominio di Meloni sul paese. E contro il megafono del servizio pubblico radiotelevisivo alla propaganda di Meloni, ma con il referendum abbiamo dimostrato di saper vincere ugualmente. La destra usa i manganelli, noi parliamo e ci confrontiamo e questa è la nostra forza. Uniti si vince”.
Fratoianni: “Basta con la pazienza, tocca a noi”
“Ci hanno chiesto per trent’anni di essere moderati, riformisti, responsabili e pazienti. Gli italiani sono stati pazienti, e per chi lavora la situazione è peggiorata. Basta con la pazienza, tocca a noi, questa è la nosttra battaglia di giustizia sociale per questo paese, la vinceremo insieme”. Così Nicola Fratoianni di Avs dal palco di Napoli, rilanciando tra l’altro la proposta “di riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per restituire alle persone tempo, dignità, vita”.
Poi il fisco: “La ricchezza si accumula e si concentra nelle mani di pochi a danno della stragrande maggioranza. Ogni volta che diciamo che forse si può lavorare su progressività e redistribuzione la destra salta su e ci accusa di mettere le mani nelle tasche degli italiani, quando è la destra a rapinare lavoratori, giovani e precari con una ricchezza sottratta al lavoro e trasferita alla speculazione, alle rendite, ai manager. In qualche salotto tv qualcuno dirà comodamente seduto: non si può fare. Tutto quello che è giusto non si può fare. Prendiamo un impegno: rendere possibile ciò che è giusto”, ha concluso.
Le dichiarazioni a margine prima delle proteste
“Il campo largo parte da qui, perché qui abbiamo delle esperienze importantissime, la Regione, il Comune di Napoli, con una coalizione unita che sta lavorando in modo molto serrato sul programma elettorale, ogni settimana facciamo molte delibere che vanno esattamente nel solco di un’idea progressista di mondo e di Paese ed è quello che ogni giorno noi stiamo costruendo”. Così il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a margine della manifestazione “Al lavoro per cambiare l’Italia”.
Campo largo a Napoli, senzalavoro tentano di occupare il palco

Alle sollecitazioni dei cronisti sull’incontro con i disoccupati, Fico ha risposto: “Lavoreremo in tutti i modi per cercare di risolvere i problemi amministrativi che ci sono stati, come sapete, appena mi sono insediato, una delle prime delibere che ho fatto è stata proprio sull’aumento della platea da 800 a 1200 persone, in modo che potevano iniziare tutti insieme il loro programma partendo in mesi diversi. Mancavano i 3 milioni di euro e passa che la Regione ha subito messo, già deliberato, già stanziato nel Burc, quindi noi vogliamo che il progetto vada avanti e da parte nostra c’è massima collaborazione col Ministero, col Comune per fare andare avanti nel modo migliore le cose”.
“Hanno tolto 1,4 miliardi dal reddito di cittadinanza, per metterli nelle armi. Risultato è che abbiamo il record dei poveri assoluti” ha sottolineato a margine Conte, che ha incontrato Roberto Fico in Regione prima di salire sul palco.
Nel commentare le dichiarazioni del presidente del Consiglio oggi ad Ankara, Conte ha aggiunto: “Io piuttosto porterei risorse concrete per i cittadini e non per le industrie delle armi, risorse concrete e soluzioni per le famiglie, per le imprese e non per le aziende energetiche o per le banche”. Nel concludere Conte ha affermato che “la realtà è che con questo Governo ci stiamo tutti impoverendo, ma si arricchiscono, guarda caso, i gruppi imprenditoriali e i poteri forti e questo è assolutamente funzionale ai loro interessi. Ma gli italiani l’hanno capito e non si lasciano più incantare da queste dichiarazioni di comodo”.
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