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Pe avverte su Serbia: “Adesione solo se farà progressi su Stato diritto” – Europarlamento

STRASBURGO – “Il governo serbo continua ad affermare che l’adesione all’Ue è il suo obiettivo strategico, ma spesso questo” obiettivo “non trova riscontro nelle sue azioni. I negoziati di adesione della Serbia dovrebbero procedere solo quando si saranno registrati progressi misurabili e sostenibili in settori come lo Stato di diritto, le elezioni libere e la lotta alla corruzione”. È quanto sottolinea la relazione dell’Eurocamera 2025 sulla Serbia, votata oggi nel corso della plenaria di Strasburgo.

Nel testo, che ha incassato 468 voti a favore, 116 contrari e 79 astensioni, gli eurodeputati sottolineano che “esiste un divario persistente tra l’allineamento legislativo della Serbia alle norme dell’Ue” e che “i progressi verso l’entrata” nei Ventisette “non comportano solo l’adozione di riforme, ma anche la loro attuazione completa”. Allo stesso tempo, gli eurodeputati avvertono la Commissione europea “di tenere conto di eventuali regressioni significative delle riforme in Serbia nell’ambito del sostegno finanziario che l’Ue fornisce in fase di preadesione”. Ancora, l’Aula ha criticato “di stretti legami” di Belgrado “con la Russia” e “il rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza e difesa con la Cina”, fattori che “sollevano preoccupazioni circa l’orientamento strategico del paese”.
   

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