L’ultimo, pazzesco colpo di scena di House of the Dragon conferma la teoria più famosa dei fan
Per mesi, la comunità globale dei fanta-storici di Westeros si è arrovellata su un enigma specifico: che fine ha fatto Daeron Targaryen?
Il terzo, fantomatico figlio di Alicent e Viserys, rimasto finora un’ombra evocata solo dai ruggiti lontani del suo drago Tessarion, ha finalmente fatto il suo ingresso nel terzo episodio della terza stagione di House of the Dragon. O almeno, così lo showrunner Ryan Condal ha voluto far credere alla fazione dei Neri e a una purtroppo rediviva Rhaenyra Targaryen.
L’illusione, confezionata con il consueto cinismo politico che rende questa serie il vero erede spirituale delle stagioni d’oro di Game of Thrones, è durata lo spazio di un cliffhanger. Il giovane catturato dalle forze di Rhaenyra non è il principe Daeron, bensì un impostore.
Il disperato “chi è questo?” stampato sul volto di Alicent di fronte al presunto rampollo ha squarciato il velo sull’ennesimo, brillantissimo azzardo strategico dei Verdi. I fan della prima ora avevano subodorato l’inganno fin dal casting, e la HBO ha ufficialmente trasformato la speculazione più ardita in pura e spietata realtà narrativa.
L’arma segreta tinta di rosso
Il colpo di scena nasce da una deviazione controllata rispetto alle pagine di Fuoco e Sangue (e non è stata l’unica). Nel romanzo-cronaca, Daeron l’Audace è una figura limpida, uno scudiero d’istanza nell’Altopiano che si trasforma nel salvatore della dinastia Hightower. Nella trasposizione televisiva, invece, il ragazzo diventa un fantasma geopolitico.
Nessuno ad Approdo del Re ne conosce i tratti aggiornati all’età adulta. Ecco allora il colpo di genio di Lord Ormund Hightower: utilizzare un figurante come esca per distrarre i Neri, mentre il vero Daeron (interpretato dal biondissimo Benjamin Evan Ainsworth, mimetizzato sotto una provvidenziale tintura di capelli rossi) si muove nell’ombra come una letale arma di distruzione di massa.
Questa mossa sposta l’asse del conflitto verso la tanto temuta Battaglia di Tumbleton. Rhaenyra si ritrova incastrata in un vicolo cieco politico di rara crudeltà: ammettere il clamoroso abbaglio del falso prigioniero significherebbe esporsi al pubblico ludibrio, mentre ignorare la minaccia significa condannare i lord fedeli alla sua causa a un massacro imminente sotto il fuoco di Tessarion.
L’inclusione del “falso Daeron” è un esempio di altissima scrittura adattiva. Nel materiale originale di Martin, i pretendenti che dichiaravano di essere il principe scomparso emergevano solo anni dopo la fine della guerra, durante il regno di Aegon III. Avendo blindato lo show entro il limite invalicabile della quarta stagione, gli autori hanno saggiamente deciso di anticipare il tema dell’identità rubata, fondendolo con le manovre belliche correnti.
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