Liguria

Detenuto piantonato al San Martino aggredisce e ferisce due agenti della penitenziaria


Genova. Due agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti questo pomeriggio al reparto psichiatrico dell’ospedale San Martino, colpiti al volto e a una spalla da un detenuto di origine etiope sottoposto a piantonamento. A darne notizia è la Uil Fp Polizia Penitenziaria parlando di episodio “ampiamente prevedibile e che rappresenta l’ennesimo fallimento di un sistema incapace di garantire la sicurezza del personale”.

Secondo quanto riferito dal sindacato, si tratta dello stesso detenuto che, durante la permanenza negli istituti di La Spezia e Genova Marassi, avrebbe già aggredito circa venti poliziotti penitenziari. Da quando è ricoverato al San Martino, circa tre mesi, altri otto agenti sarebbero rimasti feriti. L’uomo è detenuto per sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia ed estorsione.

Nonostante le ferite riportate, i due agenti sono riusciti a contenere il detenuto fino all’arrivo dei rinforzi, evitando conseguenze ancora più gravi. Successivamente sono stati trasportati al pronto soccorso per le cure del caso. Per uno di loro è stata già emessa una prognosi di sette giorni.

“Siamo di fronte a una situazione ormai fuori controllo – denuncia il segretario della Uil Fp Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani -. Lo Stato continua a chiedere ai poliziotti penitenziari di affrontare detenuti affetti da gravissime patologie psichiatriche senza strumenti adeguati, senza protocolli efficaci, senza un adeguato supporto sanitario e con organici sempre più insufficienti. È inaccettabile che chi indossa una divisa venga mandato ogni giorno allo sbaraglio sapendo di rischiare la propria incolumità”.

Pagani denuncia inoltre: “Proprio oggi apprendiamo che il giudice non ha disposto la deroga al piantonamento, che dovrà proseguire fino alla disponibilità di un posto presso la Rems di Calice al Cornoviglio. Ci domandiamo cosa si stia aspettando. Davvero bisogna attendere che un appartenente alla polizia penitenziaria perda la vita perché qualcuno si assuma finalmente le proprie responsabilità?”

Per la Uil Fp non siamo più di fronte a episodi sporadici, ma al sintomo di un sistema ormai incapace di tutelare il proprio personale. “Chiediamo l’immediato potenziamento del dispositivo di sicurezza presso lo Spdc, anche attraverso l’impiego di personale proveniente da altri istituti penitenziari. Gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria non possono continuare a essere lasciati soli ad affrontare situazioni di altissimo rischio senza adeguate tutele”.

Il sindacato rinnova infine un appello urgente al Governo, al dipartimento dell’amministrazione  penitenziaria, alla magistratura e alle autorità sanitarie: “Occorrono decisioni immediate. Servono strutture adeguate, procedure efficaci e personale sufficiente per gestire detenuti con gravi patologie psichiatriche e un’elevata propensione alla violenza. Continuare a rinviare significa assumersi la responsabilità morale e istituzionale di ciò che potrà accadere. La tragedia non è più un rischio remoto: è una possibilità concreta”.




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