Lazio

ecco la nuova mappa con 332 quartieri

Un mosaico urbano aggiornato, pensato per mandare finalmente in soffitta una burocrazia cartografica vecchia di quasi cinquant’anni e fotografare una città profondamente mutata.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha presentato in Campidoglio la nuova mappa dei Quartieri di Roma, una delibera strategica che ridefinisce l’identità del territorio e che passerà ora al vaglio dell’Assemblea Capitolina per l’approvazione definitiva.

L’operazione di riordino fissa un nuovo standard: l’assetto definitivo individua 332 quartieri urbani, 22 rioni storici e 100 zone funzionali. Numeri che mettono ordine nell’espansione caotica degli ultimi decenni, specialmente in quei quadranti nati a ridosso e oltre il Grande Raccordo Anulare, rimasti a lungo “invisibili” o catalogati sotto diciture generiche dell’Agro Romano.

All’incontro, oltre al primo cittadino, erano presenti Svetlana Celli (presidente dell’Assemblea Capitolina), Andrea Catarci (responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri) e il professor Salvatore Monni, coordinatore del Gruppo di lavoro scientifico.

La novità principale sta nel metodo: per la prima volta la mappa non è stata calata dall’alto da urbanisti e uffici tecnici. È il frutto di un percorso partecipativo durato anni, che ha integrato la ricerca accademica (con il contributo delle università pubbliche romane e dell’Istat) con la cittadinanza attiva. Comitati di quartiere, associazioni e migliaia di singoli residenti hanno inviato osservazioni e proposte per far coincidere i confini sulla carta con la reale percezione di appartenenza di chi quei luoghi li vive ogni giorno.

Gualtieri: «Uno strumento moderno per governare il futuro»

«Con questa deliberazione compiamo un passo importante per conoscere meglio Roma e governarne il futuro», ha spiegato con soddisfazione il sindaco Roberto Gualtieri.

«La città è profondamente cambiata negli ultimi decenni e oggi si dota finalmente di uno strumento capace di leggere le trasformazioni che hanno interessato i territori e le comunità. Conoscere meglio la città significa programmare meglio gli interventi, distribuire con maggiore efficacia risorse e servizi e rafforzare le politiche di prossimità, valorizzando al tempo stesso le identità dei quartieri e il senso di appartenenza delle cittadine e dei cittadini».

L’obiettivo politico ed economico è chiaro: la mappa non modificherà i confini amministrativi dei 15 Municipi, ma servirà da bussola per localizzare asili, presidi sanitari, trasporti e investimenti sociali laddove la densità demografica e le nuove centralità lo richiedono.

Addio alle vecchie zone della Giunta Argan

Per capire la portata del riassetto, basti pensare che l’ultima grande suddivisione ufficiale del territorio in “Zone Urbanistiche” risaliva al 1977, firmata dall’allora sindaco Carlo Giulio Argan. Prima ancora, il riordino toponomastico di rioni e suburbi era fermo al 1961.

«L’attuale articolazione territoriale della città risaliva a epoche profondamente diverse dall’attuale assetto urbano», ha sottolineato Andrea Catarci. In oltre mezzo secolo, intere fette di popolazione si sono spostate dal centro alla periferia, facendo nascere aggregazioni sociali ed economiche del tutto nuove. «La nuova mappa è il risultato di un lavoro senza precedenti. Non crea nuovi confini amministrativi, ma mette a disposizione dell’amministrazione uno strumento moderno per leggere i bisogni reali delle persone».

Un ringraziamento speciale è andato alla rete accademica, rappresentata dal professor Salvatore Monni: «Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza l’incontro tra ricerca scientifica e partecipazione civica. Il risultato ci restituisce una rappresentazione fedele della Roma di oggi, uno strumento che aiuterà a programmare con maggiore efficacia le politiche pubbliche». Con il deposito dell’atto in Aula Giulio Cesare, la palla passa ora ai consiglieri comunali per l’adozione formale della nuova geografia romana.

L‘ELENCO e la MAPPA DEI QUARTIERI.

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