Coltivare cereali in aree terrazzate, a Sestri Levante giornata di dimostrazione con una piccola trebbiatrice

Una piccola trebbiatrice per riportare i cereali nei territori terrazzati e favorire la riproduzione delle varietà tradizionali. È questo l’obiettivo della giornata organizzata dalla Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità Terre dei Bravin, in programma sabato 11 luglio, presso i campi coltivati dall’Azienda Agricola La Ricolla a Villa Durazzo, nella Tenuta dell’Esedra di Sestri Levante.
L’iniziativa rappresenta molto più di una semplice trebbiatura: è la dimostrazione concreta di come sia possibile ricostruire una filiera cerealicola locale anche nei territori più difficili, attraverso la collaborazione tra contadini, la condivisione delle attrezzature e la valorizzazione delle varietà tradizionali. Protagonista della giornata sarà una piccola trebbiatrice acquistata direttamente in Cina dopo oltre due anni di ricerche, studi e confronti tra numerosi modelli presenti sul mercato internazionale. La scelta è ricaduta su questa macchina per due caratteristiche fondamentali. La prima è la possibilità di trasportarla facilmente sui terrazzamenti e nei terreni dove le grandi mietitrebbie non possono operare. In questi contesti il frumento viene ancora mietuto manualmente e una macchina leggera permette di effettuare la trebbiatura direttamente sul posto, evitando il trasporto dei covoni. La seconda è la facilità di pulizia. Nel lavoro di riproduzione delle sementi è indispensabile eliminare completamente ogni residuo di granella tra una varietà e l’altra, così da mantenere la purezza varietale. Le normali macchine per la trebbiatura sementiera hanno spesso costi di molte migliaia di euro, dimensioni importanti e pesi incompatibili con l’agricoltura terrazzata. Questa trebbiatrice, invece, è costata poche centinaia di euro e rappresenta una soluzione semplice, economica e adatta ai piccoli appezzamenti. L’acquisto è stato sostenuto interamente con risorse proprie, senza ricorrere a finanziamenti pubblici. Una scelta che evidenzia anche un limite degli attuali sistemi di sostegno agli investimenti, generalmente orientati verso macchinari di grandi dimensioni e importi elevati, mentre nei territori complessi sarebbero spesso sufficienti micro-investimenti mirati per consentire ai contadini di continuare a coltivare. La trebbiatrice entra ora a far parte del patrimonio del progetto Terre dei Bravin e sarà messa a disposizione dei contadini della Comunità per sostenere la coltivazione dei cereali, la riproduzione delle sementi e la selezione varietale.
Presso l’Azienda Agricola La Ricolla sono stati realizzati due percorsi distinti ma complementari. Il primo è dedicato alla riproduzione delle sementi, con campi coltivati a Tosella, Tosella Rossa, Saragolle Lucane e Gentil Rosso Aristato, mantenendo ogni varietà separata per garantirne la purezza. Il secondo è costituito da campi destinati alla produzione di granella per la trasformazione in farina, con l’obiettivo di riportare queste varietà in coltivazione e renderle nuovamente disponibili per l’alimentazione e la diffusione. L’obiettivo del progetto è accompagnare ogni varietà lungo tutto il suo percorso: partire da un pugno di semi, moltiplicarlo anno dopo anno, ottenere quantità sempre maggiori di semente e arrivare infine a produzioni sufficienti per la trasformazione in farina e la vendita dei prodotti ottenuti. Terre dei Bravin vuole dimostrare che la tutela dell’agrobiodiversità non consiste soltanto nel conservare le sementi, ma soprattutto nel coltivarle, selezionarle, riprodurle e renderle nuovamente parte dell’agricoltura e dell’alimentazione dei nostri territori.
La giornata di sabato 11 luglio rappresenta un piccolo ma significativo passo in questa direzione, secondo gli organizzatori: una dimostrazione di come ricerca, innovazione e collaborazione possano offrire nuove opportunità ai territori terrazzati e all’agricoltura contadina. Per Terre dei Bravin questa piccola trebbiatrice non è semplicemente una macchina agricola. È uno strumento che permetterà ai contadini della Comunità di coltivare cereali, riprodurre sementi in purezza, selezionare le varietà e contribuire alla ricostruzione di una filiera cerealicola locale, dimostrando che anche un micro-investimento, se pensato per le esigenze reali dei territori, può produrre risultati di grande valore per l’agricoltura, il paesaggio e la biodiversità. La giornata sarà anche l’occasione per mostrare come una rete di contadini possa condividere conoscenze, sementi e attrezzature, mettendo al centro la collaborazione e la valorizzazione delle varietà tradizionali. Un modello semplice, replicabile e accessibile, capace di restituire un futuro alla cerealicoltura nei territori terrazzati e nelle aree marginali.




