Lazio

sovraffollamento, sanità in affanno e sempre più casi di autolesionismo

Un bollettino di guerra sociale, umana e amministrativa che si consuma dietro le sbarre degli istituti di pena della Capitale.

Nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, la Garante dei detenuti di Roma Capitale, Valentina Calderone, ha presentato la Relazione Annuale 2025, tracciando un quadro a tinte fosche del sistema penitenziario romano.

Sovraffollamento cronico, barriere insormontabili nell’accesso alle cure mediche e un’impennata drammatica di atti di autolesionismo fotografano una realtà non più rubricabile come “emergenza”, bensì come un collasso strutturale.

Alla presentazione del rapporto ha preso parte anche il sindaco Roberto Gualtieri, che ha voluto sottolineare come la qualità democratica di una città si misuri proprio dalla dignità garantita a chi è privato della libertà.

L’allarme di Gualtieri: «Saltata più di metà delle visite mediche esterne»

Il sindaco di Roma non ha usato giri di parole per commentare i numeri depositati dalla Garante. «Lo scorso anno negli istituti romani ci sono stati 5.028 eventi critici, il triplo rispetto all’anno precedente. I tentativi di suicidio sono raddoppiati e le temperature estive di questi mesi rendono la detenzione ancora più insostenibile», ha denunciato Gualtieri.

Il primo cittadino ha poi puntato il dito sul cortocircuito che sta negando il diritto alla salute ai reclusi: «Nel sistema delle carceri romane, oltre la metà delle visite specialistiche esterne è stata annullata. Il motivo? Manca il personale della Polizia Penitenziaria per garantire le scorte».

Una situazione esplosiva se sommata all’alta incidenza di patologie psichiatriche, tossicodipendenze e malattie trasmissibili all’interno delle celle.

Nonostante il piano governativo da 750 milioni di euro per creare 10 mila nuovi posti letto a livello nazionale sia stato giudicato positivamente dal sindaco, la priorità immediata resta la tutela dei diritti fondamentali minimi.

Rebibbia dimezzata e i nodi di Casal del Marmo e Ponte Galeria

L’analisi della Garante Valentina Calderone si è soffermata sulla gravissima carenza di organico della Polizia Penitenziaria, che logora la sicurezza di agenti e detenuti. Il dato del Nuovo Complesso di Rebibbia è emblematico: a fronte di una pianta organica prevista di 940 unità, sono presenti appena 434 agenti, meno della metà.

La crisi non risparmia l’universo minoritario dell’Istituto penale di Casal del Marmo: qui i ragazzi ristretti aumentano costantemente, rendendo difficili le attività rieducative. In più, gli agenti inviati come rinforzo provengono dalle carceri per adulti e spesso non hanno la formazione specifica per trattare con i minori.

Il faldone della Relazione dedica poi un capitolo stringente al Cpr di Ponte Galeria (il Centro di permanenza per i rimpatri), demolendo la narrazione sull’efficacia della struttura amministrativa:

1.203 persone entrate nel 2025.

Solo 165 effettivamente rimpatriate (il 13,7% del totale).

Ben 716 persone liberate (oltre il 60%) per mancata convalida del trattenimento da parte dei giudici di pace o del Tribunale.

Il commento della Garante: «Questi numeri ci obbligano a riflettere sull’efficacia di un sistema che priva della libertà personale, per ragioni puramente amministrative, persone che non hanno commesso alcun reatoha spiegato Valentina CalderoneNon si tratta di eventi straordinari, i problemi del carcere sono strutturali. Questa relazione deve essere uno strumento per costruire una Roma più inclusiva e, proprio per questo, più sicura».

I progetti messi in campo dal Comune

A fronte di un quadro nazionale deficitario, il Campidoglio rivendica le contromisure avviate sul territorio.

Negli ultimi anni sono stati siglati protocolli d’intesa con il Prap (Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria) per potenziare la formazione professionale e l’inserimento lavorativo.

Tra le note positive figurano il sostegno alla “Casa di Leda” (struttura protetta per le mamme detenute con figli piccoli) e il recente avvio dello spazio “Abbracci in Libertà” a Rebibbia, realizzato in collaborazione con la Fondazione Santo Versace, per consentire ai padri reclusi di accogliere i propri bambini in un ambiente sereno e privo di elementi traumatici.

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