Lazio

6 arresti. Nei guai anche un prete-turista che rubava reperti al Celio

Un setaccio a maglie strettissime calato sul quadrante di San Pietro e sui rioni storici limitrofi.

Decine di pattuglie a piedi e a bordo delle gazzelle dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro hanno dato vita a un’operazione straordinaria di controllo del territorio.

Gli interventi, sviluppati secondo le linee guida del prefetto Lamberto Giannini, hanno portato all’arresto di 6 persone, a una denuncia a piede libero e all’identificazione di oltre 360 soggetti, molti dei quali già noti agli archivi operativi delle forze dell’ordine.

Il bilancio finale fotografa uno spaccato di microcriminalità metropolitana che va dallo spaccio di droga ai furti nei negozi, fino a toccare un singolare episodio di sciacallaggio culturale all’interno di un’area archeologica protetta.

Dal pusher con la coca al latitante per violenza sessuale

Il primo a finire nella rete dell’Arma è stato un cittadino romeno di 37 anni, notato in via Giuseppe Moratta per un atteggiamento sospetto. Perquisito sul posto, l’uomo nascondeva nelle tasche 22,6 grammi di cocaina già divisa in dosi termosaldate e 725 euro in contanti, chiaro fondo cassa dell’attività di spaccio.

Poche ore dopo, in zona Prospero Santa Croce, i militari hanno intercettato un romano di 65 anni. Il controllo approfondito alla banca dati interforze ha fatto scattare il semaforo rosso: l’uomo era destinatario di un ordine di carcerazione definitivo per il reato di violenza sessuale, commesso nel 2020. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia.

Borse schermate in profumeria e borseggi ai fedeli in chiesa

I Carabinieri sono dovuti intervenire anche all’interno del centro commerciale di via di Valle Aurelia. Qui, due donne di origini georgiane hanno tentato il “colpo grosso” in una profumeria, riempiendo una borsa con cosmetici di marca per un valore di 658 euro.

Per evitare i sistemi di rilevamento antifurto all’uscita, le due avevano foderato l’interno del borsone con una schermatura artigianale in alluminio, stratagemma che non ha impedito l’arresto.

In via Gregorio VII, invece, la criminalità ha violato il silenzio di un luogo di culto. Un cittadino peruviano di 40 anni, aiutato da due complici, ha sfruttato il momento di preghiera e raccoglimento dei fedeli per sottrarre con destrezza la borsa a un’anziana signora di 87 anni.

Mentre i due complici sono riusciti a scappare tra la folla e sono tuttora ricercati, l’esecutore materiale del furto è stato bloccato dai militari prima che potesse varcare la soglia d’uscita della chiesa.

Il prete americano che staccava marmi storici al Celio

L’episodio più sconcertante si è consumato però nel cuore del sito archeologico delle “Case Romane del Celio”, in via San Paolo della Croce.

I Carabinieri hanno sorpreso un uomo mentre, con attrezzi di fortuna, tentava di staccare e infilare nello zaino un frammento lapideo storico direttamente dalle strutture murarie protette.

Una volta identificato, i militari hanno scoperto che il cacciatore di souvenir storici era in realtà un sacerdote statunitense di 37 anni, arrivato a Roma come turista.

Il religioso è stato bloccato in tempo, il reperto è stato recuperato per essere restituito alla direzione del sito e l’uomo è stato denunciato a piede libero per furto aggravato di beni culturali.

Giro di vite sull’abusivismo in Vaticano: L’operazione ha ripulito anche i dintorni della Santa Sede. Due cittadini senegalesi sono stati sanzionati e allontanati da piazza San Pietro con un ordine di Daspo Urbano mentre tentavano di vendere braccialetti ai pellegrini.

Stessa sorte è toccata a un giovane del Bangladesh, sorpreso in via Ottaviano a esercitare abusivamente l’attività di promoter per i tour dei Musei Vaticani. Tutti gli arresti eseguiti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

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