Calabria

La Calabria ferita dal ciclone “Harry”, il Fondo di solidarietà ancora non c’è

La Calabria e le altre regioni colpite lo scorso inverno dal ciclone “Harry” dovranno ancora aspettare per capire se potranno usufruire del Fondo di solidarietà dell’Unione europea. E ciò nonostante la domanda sia stata presentata lo scorso 10 aprile. A distanza di tre mesi «la valutazione della Commissione Ue è in corso», mette nero su bianco Raffaele Fitto, vicepresidente dell’Esecutivo di Bruxelles, nella risposta ad un’interrogazione presentata dall’europarlamentare Pasquale Tridico (M5S), che chiedeva conto dei ritardi e delle criticità registrate in alcuni interventi programmati.
Come regola generale, il Fsue può fornire aiuto finanziario se il totale dei danni diretti causati da una catastrofe naturale provoca perdite stimate in oltre 3 miliardi di euro, o superiori allo  0,6 per cento  del suo reddito nazionale lordo. Sebbene l’obiettivo principale del Fsue siano le catastrofi gravi, gli aiuti sono altresì disponibili per  disastri naturali regionali  più contenuti, per i quali la soglia di ammissibilità è dell’1,5 per cento  del Prodotto interno lordo di tale regione, o dell’1 per cento  del Pil regionale nel caso di una regione  ultraperiferica. Ed è proprio a tali criteri che fanno riferimento il governo italiano e i territori messi a dura prova dal ciclone “Harry”. Va poi considerato che in economie segnatamente stagionali, una parte del valore aggiunto perso non torna nei mesi successivi. È per questo che, al di là dei danni diretti stimati dalle Regioni, il ciclone “Harry” rischia di tradursi nel 2026 in una perdita di Pil compresa tra lo 0,8 e oltre l’1 per cento.


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