quattro dimessi, un piccolo resta in terapia intensiva al Salesi
SENIGALLIA – Sei i bambini finiti in ospedale dopo aver frequentato l’asilo nido chiuso in via precauzionale dal sindaco dal 25 al 30 giugno. Quattro sono stati nel frattempo dimessi. Gli accertamenti sono ancora in corso sul focolaio d’infezione da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina (Stec) che ha interessato la struttura privata Stranalandia di Sant’Angelo. Il caso più critico riguarda un bambino di circa un anno e mezzo, attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione e Terapia Intensiva al Salesi. Le condizioni del piccolo, che ha contratto l’infezione enterica manifestatasi inizialmente con i sintomi di una forte gastroenterite, sono stazionarie pur nella sua gravità.
Ipotesi sull’origine del contagio
Potrebbe averla contratta altrove e non all’asilo. Approfonditi controlli ambientali eseguiti all’interno della struttura educativa non hanno, infatti, rilevato alcuna irregolarità nei protocolli igienici, spingendo il Dipartimento a decretare ufficialmente la sussistenza di tutte le condizioni di sicurezza necessarie per la regolare ripresa delle attività.
Gestione sanitaria e ricoveri
La gestione dell’emergenza ha attivato fin da subito un protocollo mirato di cooperazione sanitaria tra le strutture del territorio, volto a garantire la massima tempestività d’intervento e a differenziare i percorsi di cura a seconda delle necessità. I due pazienti con un quadro clinico più delicato sono stati centralizzati presso l’ospedale pediatrico Salesi. Attualmente, oltre al bambino assistito in terapia intensiva, ne risulta ricoverato soltanto un altro nel reparto di Pediatria, prossimo alle dimissioni. L’indagine epidemiologica avviata dall’Ufficio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ast di Ancona, dal dottore David Fiacchini, ha registrato il ricovero di altri quattro bambini, in via precauzionale, presso il reparto di Pediatria dell’ospedale di Senigallia, tutti tornati a casa. I ricoveri a Senigallia non erano indice, di per sé, di gravità clinica, bensì parte integrante di un percorso di sorveglianza attiva e attento monitoraggio dei parametri, pianificato per individuare precocemente e bloccare sul nascere qualsiasi potenziale evoluzione negativa o complicanza legata al batterio Stec. L’efficacia di questo approccio prudenziale ha dato i suoi frutti: ad oggi, infatti, la situazione è tornata alla normalità e tutti e quattro i bambini sono stati dimessi.
Indagine epidemiologica in corso
Nel frattempo, il Dipartimento di Prevenzione dell’Ast continua a lavorare con rigore per ricostruire l’esatta dinamica del contagio e mappare la diffusione dell’infezione. Si sa che i bambini contagiati si trovavano insieme in una piscinetta nel giardino dell’asilo, ma l’origine esatta del focolaio resta tuttora oggetto di approfondimento e non ci sono elementi certi per isolare un singolo episodio scatenante.




