>>>ANSA/ Al vertice di Ankara nasce la Nato europea, nuovo attacco di Trump a Meloni – Altre news
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(di Mattia Bernardo Bagnoli)
“Un’Europa più forte in una Nato
più forte”. È il motto contenuto nella dichiarazione finale
approvata dai 32 ambasciatori alleati e, a ben vedere, il senso
del vertice di Ankara sta tutto qui. Tener fede alle promesse
dell’anno scorso, far vedere agli Usa e a Donald Trump che il
vecchio mondo sta davvero aprendo i cordoni della borsa,
tracciando percorsi “credibili” verso il famoso 5% di Pil in
difesa.
Ma alla vigilia del vertice il presidente americano manda un
nuovo attacco alla premier italiana Giorgia Meloni: in un post
su Truth pubblica un fotomontaggio che ritrae lui e Meloni,
accompagnato dalla scritta “Serve un ordine restrittivo”.
Il segretario generale Mark Rutte (e gli sherpa) hanno fatto
il possibile per costruire un summit (l’ennesimo) a prova di
Trump. Ma l’apprensione è palpabile perché se il tycoon
deraglierà si potrebbe entrare in una fase che alcuni, alla
Nato, non esitano a definire “pericolosa”.
Partiamo dalla coreografia. Martedì ad Ankara, prima
dell’arrivo dei leader, si terrà un gigantesco forum
dell’industria della difesa transatlantica in cui verranno
annunciati contratti, intese e cooperazioni per miliardi e
miliardi: è uno degli spettacoli pirotecnici organizzati per
stuzzicare l’immaginazione di Trump. Poi c’è la cena al palazzo
presidenziale del Sultano, Recep Tayyip Erdoğan. Lì i 32 capi di
Stato e di Governo alleati saranno soli – senza ambasciatori o
consiglieri – con mogli (o mariti) e gli ospiti, tra cui ad
esempio Volodymyr Zelensky. In parallelo, le cene dei ministri
degli Esteri e della Difesa, dove sono stati invitati,
rispettivamente, i Paesi del Golfo e i partner asiatici
(Giappone, Corea, Australia e Nuova Zelanda). Mercoledì sarà la
volta del vertice vero e proprio: un giro di tavolo del
Consiglio Atlantico da 2-3 ore massimo, proprio per limitare il
più possibile i rischi. Ecco, si capirà allora perché c’è chi
vorrebbe abolire la ricorrenza annuale (gli Usa in primis ma non
solo) e dunque l’edizione del 2027 prevista a Tirana è in bilico
anche perchè l’Albania è tra i Paesi che non è ancora al 2%.
Ma cosa significa, nei fatti, lo slogan un’Europa più forte
in una Nato più forte? “C’è ormai una consapevolezza radicata
che, se mai la Russia dovesse davvero attaccare, dovremo
cavarcela da soli”, spiega un’alta fonte diplomatica alleata. “È
difficile ma è possibile, serve impegno e tempo, perché ora non
siamo pronti: purtroppo la transizione sarà caotica, perché
l’amministrazione Trump non è in grado di procedere altrimenti”,
aggiunge la fonte. Insomma, ad Ankara nascerà – deve nascere –
una nuova Nato. Il Paese candidato a egemone del nuovo corso è
senz’altro la Germania, che intende arrivare al 3,5% della
difesa ‘core’ già nel 2029, con uno sforzo di bilancio
mostruoso: nessuno, in Europa, ha una potenza di fuoco economica
simile.
Varsavia, pur con le debite proporzione, è l’altro astro
nascente della sicurezza continentale, che affianca i leader
tradizionali, Francia e Gran Bretagna. Con l’Italia, è il
formato E5, che potrebbe essere nel direttorio di questa nuova
Nato. Berlino, a quanto apprende l’ANSA, vorrebbe la sponda
dell’Italia per controbilanciare Parigi. Un ruolo sempre
maggiore lo avrà poi l’Ucraina e ad Ankara verrà non a caso
riconosciuto il suo ruolo di “fornitore di sicurezza”
all’Europa. Altro che Paese allo sbando nelle grinfie di Putin.
Basta vedere quanto l’industria della difesa ucraina stia
diventando centrale nelle strategie di riarmo europee. Kiev lo
sa ed è ora più assertiva coi partner, tanto che vuole negoziare
l’accesso alla sua tecnologia con un’integrazione più rapida
nell’Ue e, in prospettiva, nella Nato.
In questo quadro, l’incognita resta The Donald. “Il vertice è
stato costruito perché vada bene, cosa dirà o farà Trump lo
vedremo”, ha commentato pragmaticamente il ministro della Difesa
Guido Crosetto. Se il capo della Casa Bianca darà le pagelle,
insulterà ancora la Nato per l’Iran e Hormuz, il messaggio
finale sarà negativo, per la gioia di Russia e Cina. Mosca
potrebbe persino trarne strane idee (le intelligence temono
persino provocazioni in territorio Nato in tempi brevi). “La mia
speranza? Un vertice bello noioso”, azzarda un alto diplomatico
alleato. Com’erano una volta.
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