Alfonso Signorini rompe il silenzio: “Non mi considero un santo ma c’è stata un’omofobia mostruosa. Cosa mi ha fatto più male? Il silenzio e l’ipocrisia di persone che si professavano fratelli e amici”
“Il mio primo pensiero è stato costruirmi una bolla. Perché quando sei al centro di un clamore mostruoso, di una gogna mediatica che vuole annientarti, non devi capire come vivere, ma come sopravvivere. Chi non ce la fa si ammazza“. A sette mesi dall’esplosione dell’inchiesta e a quattro dal suo ritiro dalle scene, Alfonso Signorini sceglie le pagine de Il Giornale per rompere un lungo silenzio. Nell’intervista esclusiva firmata da Hoara Borselli, l’ex direttore di Chi e conduttore del Grande Fratello Vip delinea una linea difensiva netta sull’”affaire” sollevato dalle rivelazioni di Fabrizio Corona in “Falsissimo“ e dall’indagine della Procura di Milano per violenza sessuale ed estorsione, scaturita dalla denuncia di un ex concorrente del reality. Un resoconto in cui Signorini adotta una narrativa fortemente incentrata sul proprio isolamento, quasi a voler ribaltare i ruoli del caso.
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