Roma. Fuochi d’artificio in zona Colosseo. Un arresto e una denuncia
Un compleanno da festeggiare con i botti a due passi dall’Anfiteatro Flavio, poi la reazione del “branco” per impedire i controlli e accerchiare le divise.
Emergono nuovi, dettagliati contorni istituzionali sul grave episodio di disordine urbano che ha scosso Largo Gaetana Agnesi, la terrazza panoramica sopraelevata sul Colosseo.
Tutto è iniziato intorno alle 22:00 di mercoledì 1 luglio, quando i bagliori e le detonazioni di una batteria di fuochi d’artificio illegali hanno fatto scattare l’intervento immediato dei primi equipaggi della Polizia Locale di Roma Capitale e della Polizia di Stato.
Dalla scusa della festa all’accerchiamento: in quaranta contro gli agenti
I primi agenti arrivati sul posto hanno bloccato e iniziato a identificare quattro giovani di origine egiziana. Alla richiesta di spiegazioni, il gruppetto ha tentato di minimizzare il gesto, giustificando l’accensione dei fuochi pericolosi con la festa di compleanno di uno di loro.
La situazione è però precipitato nel giro di pochi istanti: le operazioni di identificazione hanno attirato sul posto un’aliquota di circa quaranta giovani, con ogni probabilità connazionali dei fermati, che si sono schierati a protezione del gruppetto.
Il maxi-capannello ha assunto un atteggiamento estremamente ostile e minaccioso contro le forze dell’ordine, costringendo la centrale operativa a far confluire sul posto numerose pattuglie di rinforzo a sirene spiegate.
Solo l’arrivo in massa dei contingenti ha evitato il peggio, provocando la fuga precipitosa della folla nei vicoli del Celio.
Durante le fasi più concitate della protesta, una vettura di servizio della Polizia Locale è stata colpita e lievemente danneggiata dalla calca.
Il comando di via della Consolazione ha voluto tuttavia smentire categoricamente le voci circolate sui social circa un furto del mezzo: l’auto non è mai stata sottratta alla disponibilità o al controllo degli operatori.
Area blindata da Esercito e PolMetro, ma è il secondo caso in pochi giorni
Il Viminale e il Campidoglio ricordano come l’intera area monumentale – che unisce via dei Fori Imperiali al Colosseo – sia presidiata quotidianamente da un dispositivo di sicurezza interforze ad alta densità per tutelare i flussi turistici.
Oltre alle pattuglie ordinarie, la zona beneficia della sorveglianza H24 dei militari dell’Esercito Italiano nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, mentre le banchine delle due stazioni della metropolitana adiacenti sono monitorate dagli agenti specializzati dell’ufficio PolMetro della Questura.
Nonostante la blindatura della zona, quello di ieri non è un fulmine a ciel sereno. Gli inquirenti confermano che si tratta del secondo episodio analogo nel giro di una settimana: nella tarda serata dello scorso 27 luglio, gli agenti del commissariato “Trevi Campo Marzio” erano già dovuti intervenire nella medesima piazza per un altro lancio di fuochi pirotecnici illegali.
In quell’occasione erano stati scortati in ufficio 10 cittadini extracomunitari, 8 dei quali denunciati per accensioni pericolose.
Ora la Squadra Mobile e la Polizia Locale stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza cittadine per dare un nome ai quaranta componenti del branco sfuggiti all’accerchiamento, mentre la posizione dei quattro fermati di ieri è al vaglio dell’Ufficio Immigrazione per accertare la validità dei loro titoli di soggiorno sul territorio nazionale.
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