M&G: “La volatilità è un’opportunità per la gestione attiva di fare la differenza nei rendimenti”

“La volatilità potrebbe restare elevata ancora per diverso tempo, date le numerose incognite esistenti a livello macro, ma per chi – come noi – ha un focus sulla gestione attiva, fasi di mercato più complesse possono creare opportunità per individuare valore e costruire soluzioni d’investimento capaci di accompagnare la clientela nel lungo periodo”. Così Andrea Rossi, group ceo di M&G plc, raggiunto a margine dell’European Media Day organizzato dal gruppo leader nel risparmio e negli investimenti (430,5 miliardi di euro in gestione) a Londra.
Il paradosso dei mercati e il focus sui private markets
Nel corso dell’evento è emersa la situazione paradossale dei mercati finanziari: da una parte persiste l’eccezionale concentrazione di performance nella Borsa americana, polarizzata sui giganti tecnologici e sulle promesse – talvolta a multipli insostenibili – dell’intelligenza artificiale; dall’altra, la realtà sottostante evidenzia il ritorno strutturale di un’inflazione volatile, tassi d’interesse stabilmente lontani dallo zero e shock energetici legati alla riconfigurazione delle catene di fornitura globali.
Di fronte alle crescenti incertezze dei mercati finanziari globali, la visione del manager italo-svedese alla guida del gruppo internazionale è tutt’altro che prudenziale. “M&G è posizionata per affrontare questa fase di mercato facendo leva su tre priorità strategiche di lungo periodo”, ha chiarito. “La prima è l’espansione nei private asset europei, dove il fabbisogno di capitali privati è rilavante. La seconda è l’accelerazione del nostro processo di internazionalizzazione, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la nostra crescita in Europa e in Asia. La terza è il consolidamento del nostro core business retail e previdenziale nel Regno Unito, in un contesto in cui la transizione demografica rende sempre più centrale il tema del risparmio privato di lungo periodo”.
I risparmiatori retail, ha aggiunto Rossi, oggi non cercano semplicemente rendimento a breve termine, ma soluzioni multi-asset in grado di contribuire a gestire le oscillazioni di mercato e a costruire valore nel tempo. Al contempo, la clientela istituzionale – dai fondi pensione alle casse di previdenza – guarda con crescente interesse a infrastrutture, debito privato e real estate focalizzati sul mercato europeo.
Guardare oltre Wall Street
Per Joseph Pinto, chief executive officer di M&G Investments, è il momento di costruire portafogli globali in grado di guardare anche oltre Wall Street.
Pur riconoscendo il potenziale trasformativo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale sia innegabile, ha spiegato il manager, è importante mantenere un approccio selettivo: in alcuni segmenti del mercato statunitense, le valutazioni incorporano già aspettative molto ambiziose sulla crescita futura degli utili.
“Portafogli troppo concentrati significa esporre l’investitore a un rischio eccessivo. Oggi più che mai la selezione attiva è decisiva per proteggere i capitali nel lungo periodo”.
Pinto ha sottolineato come l’atteggiamento della comunità finanziaria verso il Vecchio Continente sia strutturalmente mutato negli ultimi trimestri. Archiviato il dominio assoluto del listino americano, i flussi di capitale verso le piazze europee si sono rafforzati. Il motivo risiede innanzitutto nei multipli di mercato: le valutazioni degli asset europei appaiono oggi più equilibrate rispetto agli Stati Uniti, e questo riguarda azioni, corporate bond e, in modo particolare, ai mercati privati. L’Europa, inoltre, non è solo una scelta legata alle valutazioni relative, ma offre esposizione a trend strutturali che si svilupperanno nei prossimi anni, dalla transizione energetica al rilancio degli investimenti infrastrutturali.
Le sfide macro tra inflazione ed energia
Il Media Day è stato anche l’occasione per fare il punto con i responsabili degli investimenti di M&G sulle strategie nelle principali asset class. Dalla discussione è emersa una linea comune di prudenza verso gli strumenti passivi, come gli Etf, che in un quadro caratterizzato da inflazione instabile e prezzi dell’energia volatili rischiano di esporre i risparmiatori a concentrazioni eccessive.
Fabiana Fedeli, chief investment officer dell’ambito Equities, Multi-Asset e Sostenibilità, ha evidenziato come la selettività sia l’unica barriera contro il rischio di pagare prezzi ingiustificati per aziende prive di solidità nei flussi di cassa. Non basta scommettere sul settore tecnologico in modo generico; occorre saper selezionare le società che forniscono componenti essenziali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e quelle che sono in grado di integrare queste tecnologie nei propri modelli di business per migliorare efficienza, produttività e margini operativi.
Nel comparto del reddito fisso, il cio Fixed Income Andrew Chorlton ha rimarcato il ritorno di centralità dei bond. Con banche centrali costrette a mantenere i tassi d’interesse su livelli restrittivi più a lungo di quanto i mercati scommettessero fino a qualche mese fa, l’obbligazionario e i corporate bond di alta qualità sono tornati a offrire rendimenti reali positivi ed estremamente competitivi, agendo nuovamente come un ammortizzatore naturale all’interno dei portafogli multi-asset.
Infine, Emmanuel Deblanc (alla guida delle strategie nei private markets) ha evidenziato come il credito privato europeo e il direct lending (il finanziamento diretto alle medie imprese) continuino a offrire opportunità interessanti, pur in un contesto che richiede grande disciplina nella selezione. A differenza degli Stati Uniti, dove il debito non quotato ha mostrato tensioni, il tessuto economico europeo offre alle società di gestione lo spazio per strutturare finanziamenti con garanzie e covenant a tutela del capitale.
I private markets non sono più considerati soltanto un investimento di nicchia per grandi patrimoni, ma una componente sempre più rilevante di diversificazione, utile ad attenuare l’esposizione alle oscillazioni dei mercati pubblici.
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