Cultura

The Weekender: ascolta gli album di Madonna, Deep Purple, Moonspell (e molti altri…) usciti oggi

Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografiche. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente, sospirato, weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi…buon ascolto.

MADONNA – “Confessions II”
[Warner]elettronica-pop

Il nuovo album è la continuazione dell’iconico “Confessions on a Dance Floor”. Madonna riassume al meglio il suo nuovo disco citando le prime righe della sua canzone “One Step Away”: «La gente pensa che la musica dance sia superficiale, ma si sbaglia di grosso. La pista da ballo non è solo un luogo, è una soglia: uno spazio rituale dove il movimento sostituisce il linguaggio». Madonna aggiunge: “Quando io e Stuart Price abbiamo iniziato a lavorare a questo disco, questo era il nostro manifesto: Dobbiamo ballare, festeggiare e pregare con i nostri corpi. Sono cose che facciamo da migliaia di anni — sono davvero pratiche spirituali. Dopotutto, la pista da ballo è uno spazio rituale. È un luogo in cui ci si connette — con le proprie ferite, con la propria fragilità. Il rave è un’arte. Si tratta di spingersi oltre i propri limiti e connettersi a una comunità di persone che la pensano allo stesso modo. Suono, luce e vibrazioni rimodellano le nostre percezioni, trascinandoci in uno stato simile alla trance. La ripetizione del basso non la sentiamo solo, ma la percepiamo. Alterando la nostra coscienza e dissolvendo l’ego e il tempo“.

DEEP PURPLE – “Splat!”
[earMUSIC]hard-rock

I Deep Purple sono una delle poche band nella storia del rock la cui eredità continua a crescere con ogni nuovo capitolo. Con oltre 120 milioni di album venduti in tutto il mondo e un catalogo che comprende dischi fondamentali la band si è assicurata da tempo un posto tra i giganti della musica rock. Eppure i Deep Purple sono ben più di un nome leggendario. Rimangono una forza creativa vitale, riempiendo arene in tutto il mondo e dimostrando che la loro musica porta ancora con sé l’identità che li ha resi unici fin dall’inizio. Come afferma Ian Gillan: «Dove siamo ora con questa incarnazione dei Deep Purple sembra proprio una versione “attuale” dei Deep Purple di negli anni Settanta». Ancora una volta, la band ha collaborato con Bob Ezrin. Insieme hanno realizzato un album che attinge al suono classico della band senza cadere nella nostalgia. Dal punto di vista musicale, “Splat!” è uno degli album più duri e pesanti dei Deep Purple degli ultimi anni – registrato nella vera tradizione dell’hard rock, con la band che suona insieme in studio.

MOONSPELL – “Far From God”
[Napalm Records]gothic-metal

I Moonspell presentano “Far From God” tramite la Napalm Records. Più cupo, incisivo ed emotivamente senza filtri, l’album rappresenta il Gothic Metal nella sua forma più pura: romantico, drammatico e senza compromessi. Il brano omonimo arde di tragica intensità vampirica, mentre “Cross Your Heart” o “The Great Wolf in the Sky” bilanciano melodia malinconica, potenza e respiro epico. Prodotto da Jaime Gomez Arellano il disco riallaccia il filo con l’essenza più oscura della band.

SMIRK – “Speculative Fiction”
[Smoking Room]indie-rock

Quando questa band ha esordito a Los Angeles, era un periodo pazzesco della mia vita“, racconta Nick Vicario, fondatore degli Smirk. «Facevo incidenti in auto, mi drogavo…facevo cose orribili e mi stavo rovinando la vita». Vicario affronta una nuova interpretazione di un tema intramontabile del punk rock: il malcontento nei sobborghi. In questa versione, però, il malcontento consiste nel ripensare alle sconsideratezze del passato e nell’affrontarne le ripercussioni: lo stravolgimento della vecchia vita, l’adattamento a quella nuova e la riflessione che ne deriva. Questi testi e temi profondi si sposano perfettamente con il modo di suonare la chitarra di Vicario. «Quando stavo scrivendo “Speculative Fiction”, gran parte dei testi riguardava il “me stesso di un tempo” e alcune delle scelte di vita folli che ho fatto mentre facevo abuso di sostanze», ricorda Vicario. «Quindi, sebbene il disco parli in parte del “me stesso di un tempo”, tratta anche in larga misura di come inserirlo nel mio mondo attuale e della nuova serie di problemi che ne derivano

MARY IN THE JUNKYARD – “Role Model Hermit”
[AMF Records]alternative

Ricco di creatività e sperimentazione, è il perfetto riflesso della band e uno degli album di debutto britannici più accattivanti degli ultimi tempi: un mix di favole cupe, melodie intricate e momenti di rivelazione. Un’opera originale che è un mondo a sé stante e un’espressione di vera creatività. Per i fan di PJ Harvey, Slint, Wednesday e Dry Cleaning.

PLAY TIME – “Magic Object”
[Balmat]experimental jazz

Questo non è un disco di Ben Vida, Booker Stardrum e Will Epstein; è un disco dei Play Time. Si tratta di una distinzione sottile ma importante, per un paio di ragioni. Innanzitutto, il suono di “Magic Object” — una fusione polimetrica di improvvisazione e minimalismo ritmico per sassofono, batteria e Moog — non assomiglia affatto a quello di nessuno dei loro numerosi altri ensemble o dei rispettivi progetti solisti. In secondo luogo, è stato solo durante la realizzazione di “Magic Object”, il loro album di debutto, che i Play Time si sono resi conto di essere una band a tutti gli effetti.

LENORE – “Demos, B-sides, Acoustics, Vol.1”
[V4V Records]indie-rock

LENORE nasce nel 2023 come nuova identita? sonora e progetto multidisciplinare curato da Valeria Rocco, Giovanni Fusco (gia? produttore dei GOMMA, corse, chiaroscuro, Yora Yora) e Alessadro Pascolo (produttore presso il Sulfur City Studio di Pozzuoli e membro di Mendoza, Ne travaillez Jamais). “Demos, B-sides, Acoustics, Vol.1″ documenta percorsi paralleli alla produzione ufficiale (confluita nel primo disco “Per non aver commesso il fatto”), offrendo una prospettiva aggiuntiva sul processo creativo e sull’evoluzione dei brani, mettendo in luce processi, arrangiamenti alternativi e registrazioni in una veste piu? essenziale presentando anche due outtake dell’album d’esordio: “XIII” e “untitled”.

THE HEAVENLY BODES – “Green Hills”
[Fuzz Club]Psych-rock

“Green Hills” è l’album d’esordio del quartetto della Cornovaglia The Heavenly Bodes, pubblicato da Fuzz Club. Registrato su nastro a bobina nel salotto di un amico tra una gita e l’altra in spiaggia, presenta una raccolta di brani lo-fi garage-psych che variano nell’atmosfera – a volte contorti e irregolari, a volte tranquilli e sinuosi – ma tutti intrisi del fruscio del nastro e lasciati ad asciugare sui ciottoli. Sono sogni di evasione dei giorni spensierati della gioventù che si sciolgono sotto il sole estivo, evocando le stanze umide da cui provengono. Gli Heavenly Bodes trasformano l’amore condiviso per il classico acid-garage degli anni ’60 in qualcosa di immediato e intimo, e specificamente radicato nel qui e ora della cornucopia della West Coast che chiamano casa. Interamente autoprodotto, l’album cattura lo spirito disinvolto e grezzo della band – a metà strada tra l’abbandono del garage-rock improvvisato e la coolness stordita dei Velvet Underground. È il suono di riff surf jangly, groove di basso incisivi e organo nebbioso che si dissolvono nell’aria salmastra del mare.

JACK BRERETON – “Jenny + Ash”
[Earth Libraries]cantautorato

Jack Brereton suona fin dall’età di 10 anni, ma solo di recente ha iniziato a pubblicare musica con il proprio nome di battesimo. Il cambiamento è nato dal desiderio di liberare il proprio lavoro dall’immagine pubblica e di sviluppare un percorso artistico in grado di coinvolgere tutti i suoi interessi creativi, quali la musica, le registrazioni sul campo, la fotografia analogica e la stampa a blocchi. La passione per le registrazioni casalinghe è sbocciata durante il liceo, un percorso che continua a seguire, offrendo una piattaforma per brani ispirati da molti dei suoi idoli, come Andy Shauf, Courtney Barnett, Slow Pulp e Steely Dan. Attualmente vive a Chicago, dove ama suonare sia con le band dei suoi amici che con la propria, ed è sempre alla ricerca di nuovi modi per trascorrere del tempo all’aria aperta.

ASARA – “028 Crises”
[Géographie]bedroom pop

Asara è un’artista parigina polistrumentista che sta lanciando il suo primo progetto solista. Dopo aver trascorso gli ultimi quattro anni con la band Dog Park, nella quale suona chitarra, basso, tastiere e canta, sta ora esplorando spazi più intimi. Composto nel corso del 2025, il suo primo album solista è strutturato come un diario audio, quasi un documentario, che racconta l’anno appena trascorso. Il progetto pone la voce al centro, e i brani oscillano tra malinconia ed energia ritmica in uno stile bedroom-pop lo-fi.

NIXON BOYD – “Every Time We Turn a Corner”
[Royal Mountain]cantautorato

Il chitarrista degli Hollerado, Nixon Boyd, pubblicail suo album di debutto da solista. Un comunicato stampa sottolinea che Boyd ha registrato l’album da solo nel suo studio, suonando personalmente tutti gli strumenti. Il lavoro era quasi completato quando la sua auto è stata scassinata e i suoi hard disk sono stati rubati, il che ha comportato la perdita dell’album. Ha quindi impiegato un anno a registrare nuovamente ciò che aveva già realizzato.

ANTON PEARSON – “Driving Through Belgium”
[World Of Echo]elettronica

Album di debutto di Anton Pearson, meglio conosciuto come chitarrista degli Squid, che qui si avventura in territori molto diversi. Il titolo è nato da un brano che sembrava il fulcro del disco, a sua volta ispirato all’immagine ricorrente di lunghi periodi trascorsi in viaggio attraverso il continente. È un disco plasmato ai margini dei tour e rifinito nelle ore di pausa. Attraverso sei brani, Pearson punta sull’atmosfera, la consistenza e lo spazio. È un album di spirito ambient, vicino alla musica classica contemporanea nell’atmosfera, ma composto meno pensando alle note che al suono stesso. Le composizioni raramente sono partite dall’armonia o dalla melodia; Pearson ha invece reagito all’ambiente e ai suoni in tempo reale, affidandosi al proprio istinto. In contrasto con la precisione iperanalitica della sua band, Pearson ha voluto privilegiare le prime registrazioni. Se qualcosa suonava bene, veniva mantenuta. Il risultato finale è un album che privilegia la scioltezza, l’istinto e l’energia della creazione stessa. Se gli Squid prosperano grazie alla propulsione e alla tensione, Anton Pearson trova la sua energia nella sospensione.

LUNATROPICA – “Mareamaro”
[autoproduzione]alt-pop

Un disco che tiene insieme corpo e distanza, calore e sfasamento percettivo, estate e qualcosa che la attraversa senza mai coincidere del tutto. L’alt pop elettronico dei Lunatropica si muove tra Bahia, il Vesuvio e il Cilento come se fossero stati d’animo più che luoghi, superfici che cambiano consistenza a contatto con il suono. La luce è piena ma non stabile, il mare resta vicino ma non consola, la festa scorre mentre qualcosa resta leggermente fuori fuoco. Dentro questa oscillazione si apre un ascolto somigliante a un ricordo che non si chiude, che continua a risuonare anche quando dovrebbe finire. Un “Paris, Texas” tropicale con gli ulivi che restano sullo sfondo, immobili mentre tutto il resto si sposta.

JENS LEKMAN – “Other People, Other Wedding Songs”
[Secretly Canadian]indie-pop

Secretly Society pubblica un LP in vinile in edizione limitata di “Other People, Other Wedding Songs” di Jens Lekman. Nello stesso giorno, l’album sarà disponibile anche in formato digitale su tutte le piattaforme di streaming. Questi brani erano originariamente inclusi come download allegato al libro “Songs For Other People’s Weddings”, scritto da David Levithan. Si tratta di canzoni nuziali che J (il protagonista della storia) compone per aiutare le coppie in procinto di sposarsi. Alcune di esse compaiono nell’album di Jens “Songs For Other People’s Weddings”, uscito lo scorso anno, ma qui vengono proposte in versioni acustiche e essenziali. Se volete, potete ascoltarle mentre leggete il libro, riproducendole una per una man mano che compaiono nella storia, concedendovi giusto il tempo di andare a prendere una fetta di anguria fresca dal frigo prima di continuare il capitolo.

THE BLACK DOG – “Feral Grace”
[Dust Science]elettronica

“Feral Grace” è stato scritto ispirandosi a vecchi luoghi dell’infanzia, riconquistati dalla natura o sostituiti da nuovi complessi residenziali. Luoghi ormai dimenticati da tempo, il cui scopo è stato accantonato mentre il mondo andava avanti. Eppure i ricordi rimangono lì, intrappolati nel sottobosco, a cui si ripensa di tanto in tanto. Alcuni luoghi conservano ancora i sentieri che un tempo la gente percorreva per andare al lavoro. I tracciati rimangono incisi nel terreno, ma il lavoro stesso è scomparso. Mestieri distrutti durante gli anni della Thatcher, che hanno lacerato le comunità. Quel ricordo vive ancora. Lo si vede quando uno sciacallo entra nel pub. Alcune cose non si dimenticano mai. La musica di “Feral Grace” si colloca tra allora e adesso. Un ponte tra la memoria e il presente. Un ultimo incantesimo lanciato prima che quei ricordi svaniscano e le impronte scompaiano.

TONY JAY – “Faithless”
[Safe Suburban Home]indie-pop

I Tony Jay, guidati da Mike Ramos (degli April Magazine, Cindy, Sad Eyed Beatniks ecc.), registrano in varie forme dal 2006 e si esibiscono dal vivo da quasi 10 anni. All’inizio dell’estate del 2025, la band ha fatto un tour in Giappone. Nel mese precedente al viaggio, la band ha scritto e registrato un album per una cassetta da tour, traendo ispirazione sonora da artisti giapponesi come Les Rallizes Dénudés e Shizuka. Durante il processo di registrazione, le canzoni dei Tony Jay prendono forma in tempo reale: ogni traccia strumentale registrata influenza quella successiva, in una sorta di dialogo fino a quando non emerge qualcosa che assomiglia a una “canzone”. Precedentemente pubblicate in un’edizione limitata su cassetta, queste canzoni sono disponibili per la prima volta su vinile.

MIRRORBALL – “Mirrorball” EP
[autoprodotto]indie-pop, dream-pop

Se si cerca la magia sognante dei Beach House, il sound psichedelico sfocato dei Weyes Blood e la produzione ariosa degli Air, Mirrorball può fare al caso vostro. Il fiore all’occhiello di questo lavoro è la voce di Alexandra, che intreccia una miriade di bellissime scale vocali e ritornelli accattivanti in questo breve EP. I Mirrorball sono un duo di Los Angeles composto da Alexandra Johnstone e Scott Watson. La band propone un pop nostalgico intriso di desiderio e di un senso di appartenenza tipicamente della West Coast, una musica che sembra quasi dimenticata, come una vecchia canzone pop che suona alla radio in un’altra stanza.

ATTIC OCEAN – “I Promise I’ll Try Everyday” EP
[K22]shoegaze

Gli Attic Ocean sono una band shoegaze tedesca che si è ben messa in luce in questi mesi (anche sul nostro sito!). La voce di Hanni, le chitarre dense e soniche e la produzione di Mark Gardener dei Ride: tutto fila per il verso giusto.


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