Ambiente

il rischio nascosto di perdita di dati aziendali


Le conseguenze dell’utilizzo di strumenti di AI non autorizzati

Sta però di fatto che, inserendo indiscriminatamente documenti aziendali sulle chatbot di AI non autorizzate, il risultato finale può essere paradossalmente simile a quello di un attacco informatico proveniente dall’esterno, con la dispersione di una marea di informazioni strategiche al di fuori del perimetro organizzativo con i conseguenti rischi di sanzioni per violazioni del GDPR, utilizzi dei dati per scopi criminali da parte di hacker e malintenzionati, nonché il danneggiamento della reputazione aziendale, e la perdita di competitività sul mercato a causa di competitor senza scrupoli che possono sfruttare i segreti industriali trapelati attraverso gli strumenti pubblici di intelligenza artificiale generativa.

Nelle dinamiche dello spionaggio industriale, cambia così anche il concetto di “insider threat”, che fino a poco tempo fa evocava figure ostili come dipendenti infedeli, concorrenti, infiltrazioni organizzate. Oggi, invece, la minaccia può derivare da comportamenti perfettamente ordinari e apparentemente innocui dei propri collaboratori, che possono trasformarsi in un flusso incontrollato di dati aziendali verso ecosistemi tecnologici esterni.

Le difficoltà di gestire il rapido cambiamento

Il fenomeno sta assumendo dimensioni tali da iniziare a preoccupare non solo i responsabili della cybersecurity, ma anche consigli di amministrazione, funzioni legali e organismi di compliance. Infatti, il gap non è solo tecnologico, ma culturale e organizzativo, e il problema riguarda sia i dipendenti che necessitano di maggiore consapevolezza, sia il management che deve essere pronto a individuare soluzioni organizzative efficaci per tutelare il patrimonio aziendale.

Come fa notare anche lo stesso rapporto di Verizon, l’intelligenza artificiale generativa sta infatti entrando nelle aziende molto più velocemente della capacità delle stesse imprese di governarla, con il 45% dei dipendenti che ormai la utilizza regolarmente, (contro il 15% dell’anno precedente), e le organizzazioni che non riescono a gestire in modo ordinato il rapido cambiamento tecnologico in atto, che amplifica esponenzialmente il rischio di perdita di controllo del perimetro dei dati aziendali.

Pur con tutti i notevoli vantaggi che possono derivare dall’adozione di sistemi di AI, le aziende si trovano quindi a dover affrontare un cambio di paradigma destinato a incidere profondamente sulla governance d’impresa.


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