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Baci durante una diretta su Tik Tok e in Indonesia scatta la punizione choc: 21 frustate a una coppia

Un bacio trasmesso in diretta su TikTok è costato a una giovane coppia una condanna alla fustigazione pubblica. È accaduto nella provincia indonesiana di Aceh, l’unica del Paese in cui è in vigore la legge islamica, dove un uomo di 22 anni e una donna di 25 sono stati condannati a 21 colpi di canna di rattan (pianta tropicale molto flessibile utilizzata per la tortura) ciascuno per essersi baciati durante una diretta social, senza essere sposati. Il video, diventato virale lo scorso febbraio, ha portato alla denuncia e al successivo arresto dei due.

La pena, inizialmente fissata a 25 frustate, è stata ridotta a 21 per i mesi già trascorsi in carcere. La punizione è stata eseguita davanti a circa un centinaio di persone, in una delle dimostrazioni più evidenti della rigorosa applicazione della Sharia nella provincia in questione. Qui la fustigazione continua a essere prevista per reati che vanno dai rapporti sessuali fuori dal matrimonio al consumo di alcol, dal gioco d’azzardo fino ad alcune condotte considerate contrarie alla morale pubblica.

Non è la prima volta che Aceh finisce sotto i riflettori internazionali. Nel febbraio 2025 due studenti universitari furono frustati rispettivamente 77 e 82 volte dopo essere stati condannati per una relazione omosessuale, mentre Amnesty International parlò di una “terribile discriminazione”. Pochi mesi dopo, nell’agosto 2025, altri due giovani vennero condannati a 80 frustate ciascuno per essersi abbracciati e baciati in un bagno pubblico. Secondo il tribunale islamico, quei gesti potevano costituire il preludio a rapporti sessuali vietati dalla legge religiosa.

Tra gli episodi più duri resta quello del gennaio 2026, quando una coppia ricevette più di 100 frustate ciascuno per aver avuto rapporti sessuali fuori dal matrimonio e consumato alcolici. La donna svenne al termine dell’esecuzione e fu trasportata in ambulanza. La vicenda suscitò una forte condanna da parte delle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

Proprio le associazioni per i diritti umani tornano a denunciare il ricorso alle punizioni corporali, non essendo presenti in questi luoghi e in particolar modo tornano a denunciare quando sotto gli occhi della folla le persone colpite hanno dei malori durante le esecuzoni.


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