‘Geometrie del gusto’, quando la tradizione gastronomica incontra l’arte – Fiere e Eventi
– L’idea “di armonia e bellezza”, nell’arte come nella sapienza artigianale della tradizione gastronomica: Maletti 1867 ripercorre così i suoi 150 anni di storia, con un parallelo tra “mondi solo apparentemente distanti”, un “legame profondo tra arte e cibo”, che definisce la storia di una impresa familiare dalle radici profonde nel territorio modenese. È la visione al centro di ‘Geometrie del Gusto’, l’evento con cui l’azienda ha presentato negli spazi di Eataly Milano Smeraldo il suo nuovo percorso identitario, con l’intervento del critico e storico dell’arte Claudio Corrado che ha attraversato storia medievale, filosofia estetica e cultura gastronomica “per raccontare – viene evidenziato – una visione precisa: la perfezione artigianale segue da sempre le stesse regole, sia che si scolpisca la pietra di una cattedrale sia che si lavori una materia destinata alla tavola”.
E’ un parallelismo con la storia di Maletti 1867, fondata nel modenese nel cuore del distretto dei salumi come bottega specializzata nella lavorazione delle carni, ed oggi hub per la selezione e distribuzione di specialità italiane di eccellenza.
‘Geometrie del Gusto’ ha raccontato l’evoluzione di questa identità attraverso un linguaggio visivo ispirato al rosone del Duomo di Modena, “simbolo di armonia, continuità e luce, oggi reinterpretato come metafora della filosofia aziendale. Non solo un logo, ma un manifesto culturale: il cerchio richiama la tavola come luogo di condivisione, i raggi evocano la diffusione dell’eccellenza italiana nel mondo e il concetto di rete. Anche i colori assumono una funzione narrativa: ogni tonalità identifica un universo gastronomico differente e complementare”.
“Come il rosone del Duomo di Modena dal medioevo si è evoluto nel tempo anche la nostra tradizione gastronomica deve sapersi rinnovare senza perdere identità e ricchezza culturale” racconta l’imprenditrice Sabina Villani, direttore commerciale di Maletti 1867: “Abbiamo una duplice visione di lungo termine: da un lato gestire il cambiamento preservando la qualità delle imprese artigiane e il buon gusto delle famiglie italiane; dall’altro difendere un modello d’impresa, come il nostro, fondato sulla rete di persone e le relazioni umane, sulla fiducia e sulla conoscenza diretta dei territori e dei produttori”. Arte e tradizione gastronomica – osserva Claudio Corrado – “condividono la stessa origine: il culto della precisione, della pazienza e dell’eccellenza. Come nelle botteghe rinascimentali del Verrocchio o nei laboratori dei mosaicisti ravennati, anche nel 1867, a Casinalbo, i fratelli Maletti, trasformavano il gesto artigiano in una forma di cultura che oggi ancora vive nella capacità dell’azienda di selezionare i migliori produttori artigiani nei nostri territori”.
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