Mondo

Venezuela, torna a casa il primo contingente italiano: la nostra missione premiata con la medaglia di “eroe del Venezuela”

Il primo contingente italiano arrivato in Venezuela è ripartito nella notte italiana verso l’Italia. Vigili del fuoco, Protezione civile e funzionari della Farnesina che tra i primi erano arrivati nel Paese colpito dal tremendo terremoto della scorsa settimana ora faranno rientro ma altri continueranno nel lavoro infaticabile di cercare sotto le macerie qualche flebile segno di vita. Che nonostante tutto continua a esserci: nelle scorse ore i soccorritori hanno individuato un 43enne vivo sotto le macerie e stanno cercando di recuperarlo. Si tratta di Hernan Gil, un addetto alla sicurezza, che è rimasto bloccato nella sua guardiola sotto l’edificio in cui lavorava a Catia La Mar, una zona costiera quasi completamente distrutta. È una corsa contro il tempo ma i soccorritori vogliono crederci.

Come ci hanno creduto gli italiani qualche ora fa, quando hanno individuato quattro persone ancora vive sotto le macerie, scavando per 20 ore ininterrottamente per riuscire a salvare loro la vita. Anche per questo, ma per tutto quanto fatto finora nelle zone in cui sono intervenuti e per tutto quello che faranno nei prossimi giorni, la presidente venezuelana Delcy Rodriguez ha insignito la missione italiana con la medaglia di “eroe del Venezuela”. La consegna dell’onorificenza è avvenuta durante una cerimonia all’aeroporto di La Guaira, poco prima della partenza, ed è il “massimo riconoscimento della nazione alla dedizione, alla nobiltà e all’eroismo di chi, sfidando tutte le difficoltà, consacra il proprio operato all’assistenza e all’aiuto umanitario nel nostro territorio”.

La stessa presidente ad interim era presente all’aeroporto per consegnare l’onorificenza agli italiani e agli svizzeri e nel suo discorso ha dichiarato che “il dolore che c’è nel nostro cuore si converte in gratitudine per tutti i team dei 31 Paesi che sono venuti qui per supportare il popolo venezuelano. Ogni squadra di soccorritori arrivata qui ha significato speranza per noi. Oggi andate via oggi ma resterete per sempre nei nostri cuori”. Ciro Bolognese, team leader del gruppo Usar italiano, a nome di tutti si è detto “orgoglioso di rappresentare l’Italia. Speriamo che i nostri sforzi siano utili almeno per dare una speranza alla popolazione venezuelana. Non dimenticheremo mai questa esperienza, il Venezuela e il suo popolo. Porteremo il Venezuela per sempre nel nostro cuore”.

Restano ancora 50mila dispersi, alcuni sotto le macerie, altri senza nome. La speranza per i familiari è che qualcuno possa essere scappato senza possibilità di mettersi in contatto e che nei prossimi giorni venga


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »