Amt, Robotti risponde a Gavuglio: “Tagli di oggi conseguenza delle sue scelte, non provi a riscrivere la realtà”

Genova. “Su Amt non esistono due tesi paritetiche, una della destra e una della sinistra. Esiste una verità certificata dai numeri, dagli atti e dalla situazione che abbiamo trovato al nostro insediamento. E poi esiste una tesi difensiva di chi quella situazione l’ha determinata e oggi prova legittimamente a difendersi, ma non può pretendere di riscrivere la realtà“. Così l’assessore comunale alla Mobilità Emilio Robotti sulle tesi difensive avanzate dall’ex presidente del consiglio di amministrazione di Amt, Ilaria Gavuglio, secondo cui la crisi dell’azienda sarebbe stata enfatizzata per ragioni politiche.
“Le inefficienze che ancora oggi stiamo affrontando, così come i dolorosi tagli ai servizi che siamo stati costretti a mettere in campo per salvare l’azienda, sono la diretta conseguenza di scelte politiche e gestionali profondamente sbagliate compiute negli anni precedenti – aggiunge Robotti -. Nessuno di noi considera questi sacrifici una vittoria: sono il prezzo che Genova sta pagando per evitare il collasso di un patrimonio pubblico fondamentale”.
“L’attuale amministrazione – sottolinea l’assessore alla Mobilità – non ha costruito alcuna narrazione. Ha dovuto prendere atto di una situazione economica e finanziaria gravissima e intervenire con un piano di risanamento rigoroso per garantire la continuità del servizio pubblico, salvaguardare l’azienda e tutelare i lavoratori. Se oggi siamo costretti ad assumere decisioni difficili, lo facciamo proprio perché per troppo tempo si è preferito rinviare i problemi anziché affrontarli“.
Per l’assessore le misure adottate negli ultimi mesi, comprese le rimodulazioni del servizio e il ricorso a soluzioni integrative per garantire la mobilità dei quartieri più fragili, rappresentano “un’assunzione di responsabilità e non una scelta ideologica“.
“Sappiamo bene quanto siano pesanti alcune decisioni per i cittadini e siamo i primi a lavorare ogni giorno per limitarne l’impatto e ripristinare progressivamente servizi più efficienti. Ma sarebbe profondamente scorretto far credere che queste difficoltà siano nate oggi. Sono l’eredità di anni di gestione che hanno prodotto uno squilibrio non più sostenibile. Chi ha avuto responsabilità dirette dovrebbe avere almeno l’onestà di riconoscerlo, invece di cercare di trasformare una linea difensiva in una presunta contro-verità – conclude Robotti -. Il nostro obiettivo resta uno solo: restituire a Genova un’Amt solida, affidabile e capace di offrire un trasporto pubblico all’altezza della città. È un percorso complesso, che richiede scelte anche impopolari, ma l’alternativa sarebbe stata lasciare precipitare l’azienda. E questa, sì, sarebbe stata una responsabilità imperdonabile”.




