«Voto a Luciani o tutti a casa». Domani il Consiglio, maggioranza a caccia di 17 voti per eleggere il presidente
MACERATA Le telecamere erano accese ma il voto era ed è rimasto segreto e dunque non è dato sapere ufficialmente chi siano i franchi tiratori che hanno per ora affossato le speranze di Francesco Luciani (ex Lega, oggi civico del gruppo “Maceratesi per Parcaroli”) di guidare il Consiglio comunale, mandando in tilt la maggioranza. In platea però i fotografi hanno ripreso nei loro scatti alcuni personaggi che sembrano essersi presentati per voler confermare che Macerata capoluogo continua a perdere peso politico: i partiti di maggior rilievo come Fratelli d’Italia e Lega erano infatti rappresentati in platea dai duo formati rispettivamente da Pierpaolo Borroni (Civitanova) e Mirco Braconi (Potenza Picena) e da Mauro Lucentini (Montegranaro) e Luca Buldorini (Appignano).

Il caso
La mancata elezione di Luciani ha dimostrato che la forzatura di formare una giunta a trazione FdI (4 assessori) e Lega (3 assessori) lasciando fuori la componente moderata della coalizione è stata un azzardo. Perché intorno al malcontento dei due consiglieri di Udc e Noi Moderati rimasti fuori, si sono aggregati altri 3 o 4 malpancisti di varia natura sparsi negli altri partiti. Un gruppo eterogeneo e con obiettivi diversi ma che rischia di mettere in crisi, in ogni momento, il Parcaroli bis. Cosa vuol fare ora il sindaco Sandro Parcaroli per uscire dalla palude? Lunedì ha assistito senza battere ciglio, quasi disorientato, all’implosione della sua maggioranza. Ieri invece il primo cittadino il suo pensiero lo ha reso noto chiaramente e fatto circolare in maniera netta, nelle varie telefonate e negli incontri che ha avuto: «O la maggioranza si ricompatta su Luciani o firmo le dimissioni». Tertium non datur.
I motivi
Ma come si è arrivati a tanto? Come si è passati dai sorrisi della photo opportunity della giunta del 25 giugno alla debacle di lunedì? Larga parte del centrodestra non ha digerito la forzatura della Lega (che comunque alle elezioni è andata in doppia cifra, conquistando un insperato 12,87%) per avere oltre al sindaco anche tre assessori, inserendo in squadra il presidente dei commercianti Giuseppe Romano e Oriana Piccioni e non abbinando invece ad Andrea Marchiori la direttrice di banca Alessandra Procaccioli lasciando in questo modo spazio ai centristi. Ma tensioni ci sono anche negli altri gruppi. In casa FdI il primo (ma non unico) degli scontenti potrebbe essere Andrea Blarasin scavalcato da Lorella Benedetti in virtù del quoziente rosa. In Forza Italia la sorpassata è Laura Laviano che farà coppia in Consiglio comunale con l’ex assessore Silvano Iommi subentrato all’assessora Barbara Antolini. Infine malumori anche tra i “Maceratesi per Parcaroli” che avrebbero preferito vedere Luciani in giunta, mossa che avrebbe consentito a Gianni Giuli di entrare in consiglio, ma Luciani è di altro avviso.
La chiamata
Dopo il caos di lunedì ieri ci doveva essere un’altra seduta del Consiglio comunale, già fissata, che però non si è svolta – è stato deciso di far mancare il numero legale – per consentire l’allestimento della camera ardente in Municipio per Adriano Ciaffi. Si tornerà in aula (almeno teoricamente) domani. Bisognerà capire in 48 ore cosa riusciranno a costruire i partiti del centrodestra per uscire dal guado. Intanto circola tra i consiglieri un foglio che assomiglia molto alle intenzioni di preghiera che si leggono durante i riti religiosi: “Prometto di votare Luciani come presidente del Consiglio” è più o meno il messaggio contenuto. Ma c’è un particolare: il voto per l’elezione del presidente del Consiglio è segreto e soprattutto a differenza di altre votazione non basta la maggioranza dei presenti per eleggerlo ma quella dei componenti dell’aula. Quindi in qualche modo, non si sa ancora come, Parcaroli deve arrivare a 17 voti.
La schiarita
Nelle ultime ore si sono susseguite riunioni tra i partiti. FdI, che ha la golden share della maggioranza, sta provando a far rientrare lo scontento, blindando il voto di domani. Secondo le ultime notizie, qualche mal di pancia è passato o starebbe sul punto di passare. Alla fine Luciani lunedì si è fermato a 16 voti, per superare la prova basterebbe uno in più. Parcaroli nei prossimi mesi dovrà nominare anche un Capo di Gabinetto e un Town Manager. Due posizioni che magari potrebbero essere messe sul piatto delle trattative per superare l’impasse di queste ore. Ma trovare la quadra non appare un gioco da ragazzi. «Abbiamo sentito il sindaco dire: Ma chi me l’ha fatto fare? – ha raccontato ieri il consigliere di Strada Comune Alberto Cicarè – Già, chi glielo ha fatto fare di farsi dettare la linea politica dalla Lega di Buldorini e Lucentini?». La palude (per ora), è servita. Oggi vertice di maggioranza, domani si torna in aula.




