chiesto il processo per Borrelli

LORETO – Indagini chiuse. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio del 38enne lombardo Matteo Borrelli, accusato di aver ucciso Alex Ettore Sorrentino dopo la lite scoppiata nel garage di via Altotting, a Loreto, lo scorso 16 settembre. Il cadavere del 45enne, residente a Castelfidardo con la mamma, era stato scoperto tre giorni dopo. Con la notifica della conclusione delle indagini e la richiesta de processo, il gup ha fissato per l’imputato (in carcere da nove mesi) l’udienza preliminare: si terrà il 16 luglio. L’accusa: omicidio volontario.
Il movente
Non sono state contestate aggravanti. La pena base parte da 21 anni di reclusione. In occasione dell’udienza, con ogni probabilità, la mamma della vittima si costituirà parte civile con l’avvocato Francesco Nucera. Il movente, come emerso fin dal primo momento, sarebbe legato al mondo della droga, considerando i precedenti di Borrelli (estorsione, rapina) e di Sorrentino (spaccio). «Conoscevo Alex, ma non l’ho ucciso» è sempre stata la versione dell’indagato, assistito dall’avvocato Maila Catani. Il 45enne è stato colpito alla testa più volte nel corso di un furibondo litigio avvenuto nel box di via Altotting, al piano terra del palazzo dove Borrelli viveva con la compagna da qualche mese. Sarebbe stata utilizzata almeno una mazzetta da muratore, anche se i carabinieri ne avevano sequestrate due. Era stata la convivente del 38enne a scoprire il cadavere, quando era andata ad aprire la saracinesca del garage. Secondo la ricostruzione della procura, attorno alle 23 del 15 Sorrentino è uscito di casa salutando la madre. Attorno a mezzanotte, la telefonata alla fidanzata. Poi, il nulla per i tre giorni successivi. Avrebbe raggiunto l’abitazione del 38enne con un’auto presa a noleggio – si tratta di un’utilitaria Peugeot – proprio la mattina del 15 settembre. Non poteva guidare, non aveva la patente. Sarebbe stato accompagnato da qualcuno. Addosso alla vittima le chiavi non sono state trovate. Nel garage i colpi mortali alla testa, scagliati frontalmente. Un quadro di estrema violenza, come se la lite fosse degenerata all’improvviso.




