Galleria nazionale dell’Umbria, dopo l’addio di D’Orazio guida temporanea affidata a Picchiarelli

La storica dell’arte Veruska Picchiarelli è stata nominata alla guida dei Musei nazionali di Perugia e della Direzione regionale dei musei nazionali dell’Umbria, succedendo a Costantino D’Orazio, recentemente chiamato a ricoprire un nuovo incarico a Roma.
Il decreto La decisione è stata formalizzata con un decreto pubblicato martedì dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero della Cultura. Il provvedimento nasce dalla necessità di evitare una paralisi gestionale e amministrativa della principale istituzione museale umbra dopo che, lo scorso 24 giugno, D’Orazio ha assunto ufficialmente il ruolo di direttore generale per la Creatività contemporanea al Ministero. Una reggenza tecnica d’emergenza che non comporterà costi aggiuntivi per le casse pubbliche e che rimarrà in vigore fino a quando non verrà espletato il concorso internazionale per la scelta del nuovo direttore.
Chi è La scelta è ricaduta su un volto noto e su una profonda conoscitrice del territorio. Nata in Umbria nel 1978, Picchiarelli è una storica dell’arte specializzata nello studio dell’arte medievale e della prima età moderna, con una laurea conseguita all’Università di Siena, un dottorato di ricerca all’Università di Pisa e un diploma in archivistica ottenuto a Perugia. Dal 2017 lavora come funzionaria storica dell’arte proprio all’interno della Galleria nazionale dell’Umbria, dove ha curato le collezioni medievali, organizzato importanti mostre e coordinato i servizi educativi. Dal 2020 ricopre inoltre il ruolo di direttrice scientifica del Castello Bufalini di San Giustino ed è attiva nell’organizzazione internazionale dei musei Icom Italia, oltre a collaborare regolarmente con l’Università degli Studi di Perugia.
La procedura La guida definitiva della Galleria nazionale dell’Umbria verrà comunque assegnata solo al termine della procedura ufficiale prevista per i musei dotati di autonomia speciale. Questo iter selettivo prevede la pubblicazione di un bando pubblico, spesso aperto anche a candidati stranieri, gestito dal ministero della Cultura. Una commissione di cinque esperti «di chiara fama» valuta i profili dei candidati e, dopo una serie di colloqui orali, individua una terna di nomi idonei. Trattandosi di un ufficio dirigenziale di livello non generale, la scelta finale sul nome del nuovo direttore spetta al direttore generale Musei del Ministero, che firma il decreto per un mandato della durata compresa tra i tre e i cinque anni. Attraverso questa procedura, ideata dall’ex ministro Dario Franceschini nel 2014, sono stati nominati prima Marco Pierini, attuale vicesindaco di Perugia, e poi D’Orazio.
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