Viaggi e turismo

Tra le calle di Venezia identità e gusto contemporaneo Al Violino d’oro

Ci sono due gondolieri con la maglia a righe bianche e rosse davanti al banco del bar del Violino d’Oro. Alle 11 del mattino è l’ora del primo spritz e anche loro, che hanno lo stazio sul canale di fianco all’hotel, hanno imparato che in un cinque stelle sarà senz’altro buono e che il cicchetto sarà sfizioso.

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Cibo e drink sono capaci di stabilire un legame immediato con il territorio, di consolidarlo e di trasmetterlo a chi arriva da altrove. Di un soggiorno ricordiamo gli odori, i tessuti voluttuosi, le luci, l’atmosfera, la gentilezza. E il cibo che, quando è buono, è un souvenir indelebile. Lo sa bene Sara Maestrelli, ambassador di Collezione EM. Con i suoi trent’anni e la sua aria internazional-rinascimentale, ha portato una ventata di rinnovamento e il gusto di una nuova generazione di viaggiatori nei cinque hotel di famiglia, il Grand Hotel Minerva e il Brunelleschi a Firenze, Villa Roma Imperiale e Pensione America a Forte dei Marmi e il Violino d’Oro a Venezia.

Identità, manifattura e senso del luogo al Violino d’Oro

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Una cucina che parla di territorio

Sulla cucina e sugli ingredienti (il business dei Maestrelli è cominciato dal nonno Egiziano dal commercio di frutta e verdura), Sara è scrupolosissima: prima di tutto devono essere del territorio, in ogni caso italiani, come quasi ogni dettaglio negli hotel di famiglia. «L’autenticità è ciò che fa stare bene le persone», sostiene. Il ristorante Il Piccolo è stato affidato allo chef Ros Kuda e al pastry chef Antonio Lusso che si completano e aggiungono ai classici lagunari influenze dell’Europa dell’Est e della Sardegna. D’altronde la gastronomia di Venezia, città mercantile e d’acqua, è sempre stata attraversata da mille influenze che pian piano ha fatto sue, e continua a esserlo nelle portate originali. Dai cicchetti vegani con carciofini e formaggi all’anacardo fino alla degustazione nella sala degli stucchi floreali, è un susseguirsi di sapori originali e titoli haiku come “La gallina padovana attacca un bottone” e “Il Rombo va alla mostra del cinema” che stuzzicano appetito e curiosità.

L’unione di tre edifici seicenteschi

Il Violino d’Oro, un cinque stelle nato dall’unione di tre edifici seicenteschi, ha aperto nell’autunno del 2023 in calle Larga XXII Marzo, la strada dello shopping superchic. Trentadue camere e interni che portano indietro nel tempo, e lo fanno apparire un luogo storico, come se fosse lì da sempre, eppure contemporaneo. Ci sono libri, riviste, vasi, soprammobili, pezzi di antiquariato e di design, broccati di Rubelli, vetri di Venini, lampadari di Murano, come in una grande casa inequivocabilmente veneziana. Con la grazie di tre donne: Sara, direttrice artistica perfezionista, Piera Benelli Tempesti, architetto di tutti gli hotel EM e Annabella Cariello, general manager dal primo giorno, capace di trasferire il messaggio agli ospiti, giorno dopo giorno: qui la protagonista assoluta è la città, quella di ieri, di oggi e anche di domani.


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