La commissione Usa per la libertà religiosa: “Separazione tra Stato e Chiesa? Un errore”
Negli Stati Uniti si riapre uno dei dibattiti più delicati della storia costituzionale americana: quello sul rapporto tra religione e istituzioni. A rilanciarlo è la Commissione per la libertà religiosa, istituita da Donald Trump nel maggio del 2025, che ha pubblicato un rapporto di oltre 220 pagine destinato a far discutere. Il documento sostiene infatti che il principio della separazione tra Stato e Chiesa, tradizionalmente considerato uno dei cardini della democrazia americana, sarebbe frutto di un’interpretazione giuridica errata e propone una profonda revisione dell’attuale assetto.
Tra le raccomandazioni rivolte al Dipartimento di Giustizia figura l’adozione di nuove linee guida per ridefinire il rapporto tra governo e organizzazioni religiose. La Commissione chiede inoltre che gli enti di ispirazione religiosa che collaborano con lo Stato possano non adeguarsi alle norme sui diritti civili quando queste risultino in contrasto con le loro convinzioni.
Le proposte riguardano anche la scuola pubblica. Il rapporto sostiene la possibilità di esporre simboli religiosi negli edifici scolastici, seguendo l’esempio del Texas, dove è già prevista la presenza dei Dieci Comandamenti nelle aule. Viene inoltre chiesta l’abrogazione del cosiddetto Johnson Amendment, la norma che impedisce alle organizzazioni non profit di sostenere ufficialmente candidati e partiti politici.
Il presidente della Commissione, il vicegovernatore del Texas Dan Patrick, propone anche che chi denunci una violazione del principio di separazione tra Stato e Chiesa all’interno delle istituzioni pubbliche debba dimostrarla formalmente e per iscritto.
È ancora presto per capire se e in quale misura le indicazioni contenute nel rapporto si tradurranno in iniziative legislative o amministrative. Il sistema americano continua infatti a fondarsi anche sulla separazione dei poteri, che limita l’azione dell’esecutivo. Il documento, tuttavia, conferma una tendenza emersa con il ritorno di Trump alla Casa Bianca: il rafforzamento del legame tra amministrazione repubblicana e mondo religioso conservatore. Il presidente, che ha costruito parte della propria identità politica presentandosi come difensore delle comunità di fede, deve molto del proprio successo elettorale al voto evangelico, determinante sia nel 2016 sia nel 2024. Proprio alla vigilia della pubblicazione del rapporto, intervenendo a una conferenza religiosa, Trump ha promesso di difendere la religione dal “comunismo”.
Nelle stesse ore il Texas ha approvato un nuovo programma
scolastico che introduce la Bibbia tra le letture obbligatorie. Dal 2030 gli studenti delle scuole medie studieranno il Libro di Giona e i Salmi, mentre alle superiori saranno inseriti la Genesi e il Libro delle Lamentazioni.
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