Società

Paolo Crepet e i giovani innamorati: perché confidarsi con l’intelligenza artificiale alle 3 di notte è peggio che parlarne con un’amica

Perché passare la serata a parlare di acciacchi e prostata con i propri coetanei? Molto meglio invitare a cena un gruppo di giovani; c’è però una condizione ben precisa per farsi offrire il pasto: essere disposti a farsi fare qualche domanda.

Durante uno dei suoi interventi pubblici, Paolo Crepet ha raccolto un aneddoto curioso su come le nuove generazioni affrontino le pene d’amore ai tempi della tecnologia.

La crisi notturna e la chat di intelligenza artificiale

Messa alle strette dall’insistenza dello psichiatra, una delle ragazze sedute al tavolo ha confessato il motivo della sua evidente tristezza: dopo aver trascorso una notte insonne a rigirarsi nel letto per colpa di un ragazzo, non ha ceduto alla classica tentazione di fargli una telefonata a tarda ora, né tantomeno si è presentata sotto casa sua; ha fatto qualcosa di decisamente diverso.

Alle tre del mattino, nel pieno dei propri dubbi, la giovane si è collegata a una chat di intelligenza artificiale, con una sola richiesta: “Cosa faccio con lui?”.

La risposta dai server è arrivata in un attimo, ma il contenuto ha lasciato a desiderare. Commentando l’accaduto con una certa dose di ironia, la ragazza ha spiegato a Crepet la sua impressione: “Guarda, ho avuto la sensazione di rivolgermi ad un prete degli anni 60”.

L’algoritmo, infatti, le ha restituito un concentrato di rassicurazioni e frasi fatte. Il sistema le ha suggerito di stare tranquilla, assicurandole che nel giro di due o tre giorni il ragazzo ci avrebbe sicuramente ripensato; le ha persino sconsigliato di cercarne un altro, paventando il rischio di poterne trovare uno peggiore.

Intelligenza naturale contro intelligenza sentimentale

Di fronte a questo scenario, la reazione di Crepet è piuttosto netta. A cosa servono investimenti tecnologici da centinaia di miliardi di dollari se il risultato finale è questo? Lo psichiatra descrive i consigli della chat come un semplice “minestrone scondito insapore”.

Per risolvere i dubbi notturni, la vera alternativa rimane l’amica in carne ed ossa. Una confidente reale, infatti, non offrirebbe mai risposte preimpostate; molto più probabilmente direbbe la verità in modo brusco sul partner in questione, per poi ordinare un cappuccino e proporre di tornare a casa. Per Crepet, in conclusione, la soluzione ai dubbi dei ragazzi non si trova nell’intelligenza artificiale, ma nell’intelligenza sentimentale.




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