Zohran Mamdani e l’ascesa della sinistra nelle primarie di New York
Zohran Mamdani, da deputato statale a sindaco di New York e ora a vero e proprio kingmaker tra i democratici americani, capace di esercitare un’influenza che cresce urna dopo urna. Nuovo grande regista politico dell’ascesa di correnti e candidati progressisti e di sinistra, che rivendicano ruoli da protagonista nel rinnovamento del partito per sconfiggere Donald Trump e la maggioranza repubblicana.
La prova è arrivata dalle primarie democratiche nella capitale finanziaria ed economica, dove alla fine dello scorso anno il 34enne Mamdani aveva già sbaragliato la vecchia guardia per diventare a sorpresa primo cittadino. Tre candidati alle primaries per seggi alla Camera federale che ha sostenuto in aperta rottura con l’establishment, comprese due militanti dei Democratic Socialists of America (Dsa), hanno vinto e vinto nettamente. Centrali nella loro agenda, con la lotta alla diseguaglianza sociale e l’abolizione del corpo anti-immigrazione dell’Ice, dure critiche a Israele, con accuse di genocidio a Gaza e di cessare gli aiuti Usa al Paese.
Brad Lander, 56enne ex supervisore delle finanze cittadine, con il 66% dei voti ha spodestato nel decimo distretto, tra Manhattan e Brooklyn, il deputato in carica e in cerca di rielezione Dan Goldman. Un risultato shock, perché Goldman aveva ricevuto il sostegno di grandi sindacati, quale la Union degli insegnanti, della governatrice di New York, Kathy Hochul, e del leader della minoranza democratica alla Camera, Hakeem Jefferies.
Non da meno è stata Claire Valdez, 36enne neodeputata statale reclutata di persona da Mamdani. Si è imposta in primarie cruciali nel settimo distretto, battendo con il 56% dei consensi contro il 36% il presidente del popoloso quartiere di Brooklyn, Antonio Raynoso, appoggiato sia dalla deputata giunta al ritiro Nidya Velazquez, storica pasionaria progressista, e da un’altra organizzazione della sinistra, il Working Families Party.
Il desiderio di cambiamento e l’avanzata di un neopopulismo di sinistra è salito ancor più alla ribalta nella campagna di Darializa Avila Chevalier, 32 anni. Ha conquistato le primarie del tredicesimo distretto, a spese del veterano deputato Adriano Espaillat, finora rieletto cinque volte e forte di ingenti risorse finanziarie. Chevalier è alla prima corsa elettorale, dottoranda attivista di comunità, comprese proteste pro-palestinesi alla Columbia University. Ha ottenuto il 49% dei voti in una zona che da Manhattan e Harlem si estende al Bronx e con un successo alle elezioni generali di novembre può diventare la prima deputata di origine dominicana.
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