Crotone, blitz sul fiume Neto: 12 denunce e maxi sequestro contro i “pirati” degli inerti
Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud

Prosegue senza sosta la stretta dei carabinieri forestali contro i reati ambientali e il saccheggio dei corsi d’acqua nel Crotonese. I militari del Comando per la Tutela Forestale e dei Parchi – in forza ai Nuclei di Santa Severina, Petilia Policastro e Crotone, supportati dai colleghi di Cotronei e Mezzocampo Savelli – hanno inferto un altro duro colpo alle attività illecite lungo il fiume Neto.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, fa seguito al recente arresto in flagranza di due persone a Belvedere di Spinello e si è concentrata nei territori comunali di Santa Severina e Rocca di Neto.
12 indagati tra imprenditori e operai: i reati contestati
Le indagini, tuttora in corso, hanno portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di dodici persone, tra titolari di ditte e operai riconducibili a diverse imprese. Secondo l’ipotesi investigativa, gli indagati, pur disponendo del solo nulla osta idraulico per interventi di pulizia e centralizzazione dell’alveo, avrebbero avviato una sistematica e abusiva attività di movimentazione e prelievo di materiale inerte dal letto del fiume, in totale assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e urbanistiche.
I militari hanno inoltre denunciato i tecnici progettisti dei lavori, per i quali si ipotizza il reato di falsità ideologica in certificati.
I reati contestati a vario titolo sono pesantissimi:
Inquinamento ambientale
Danneggiamento, distruzione o deterioramento di habitat in area protetta
Deturpamento di bellezze naturali
Furto aggravato
Violazioni al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e alla normativa sulle Aree Protette
Il sequestro: una cava abusiva da 20.000 metri cubi
Il cuore dell’operazione ha riguardato un controllo mirato su un terreno di proprietà privata. Qui, il titolare di una ditta e un operaio sono stati sorpresi a eseguire scavi e movimentazione di materiale inerte senza alcuna autorizzazione.
I rilievi effettuati dai Carabinieri Forestali hanno portato alla luce un vero e proprio scempio ambientale:
Superficie dello scavo: circa 8.000 metri quadrati
Profondità dello scavo: circa 4 metri
Volume asportato: stimato in circa 20.000 metri cubi di materiale inerte.
L’intera area è stata posta sotto sequestro preventivo, insieme al materiale litoide già estratto e ai mezzi pesanti utilizzati per l’attività illecita (un autocarro e un escavatore meccanico).
Sotto tutela la biodiversità della Rete Natura 2000
L’area colpita dai prelievi abusivi è di altissimo pregio naturalistico. Il Fiume Neto ricade infatti nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Marchesato e Fiume Neto”, tutelata dalla Rete europea Natura 2000. L’azione dei militari punta proprio a garantire la conservazione degli habitat naturali e la salvaguardia della biodiversità, in linea con le priorità investigative fissate dalla Procura di Crotone per il contrasto dei reati a danno dell’ambiente.
Source link




