«Misura ipocrita e discriminatoria» – Cronache Fermane

Sabrina Isidori, Segretaria Provinciale di Avs Fermo
Tra chi esprime il proprio dissenso alla proposta della giunta regionale di vietare le aperture di Kebab o negozi etnici all’interno dei centri storici marchigiani (leggi qui), c’è Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di proposta ipocrita e discriminatoria.
«Esprimiamo la nostra ferma contrarietà alla “Proposta di legge regionale per la valorizzazione e la riqualificazione dei centri storici” deliberata dalla giunta Acquaroli. Una legge che, dietro la retorica del “decoro”, punta il dito contro kebab e negozi etnici, accusati di portare degrado nei centri storici marchigiani – fanno sapere dalla sezione fermana di Avs – è ormai chiaro a tutti che il concetto di “decoro” per la destra equivale all’esclusione alla vista degli stranieri, dei poveri, degli homeless, di tutti coloro che incrinano anche solo per un attimo la loro malsana idea di società. Riteniamo questa misura discriminatoria, inutile e ipocrita. Il vero degrado non ha origine etnica».
«I centri storici si svuotano per l’aumento degli affitti, la mancanza di servizi, la scomparsa delle botteghe di prossimità e l’assenza di politiche abitative. Additare i locali gestiti da cittadini stranieri come causa del degrado è una scorciatoia propagandistica che non risolve nulla. E quando questo avviene in nome di una immaginaria e confusa idea di identità nazionale, allora diventa vero e proprio razzismo. Chissà se nelle maglie di questa legge ci finiranno anche i sushi bar, gli asado, o i ristoranti cinesi – aggiungono dai partiti di sinistra – peraltro nel nostro territorio non ci siamo fatti scrupolo di aprire un McDonald’s a Fermo e un Burger King a Porto San Giorgio, tra l’altro in due grandi strutture di nuova realizzazione. Queste due aziende, tramite le filiali israeliane, hanno fornito migliaia di pasti gratuiti all’esercito israeliano (Idf) a partire dall’autunno 2023, sostenendo attivamente operazioni militari condannate da organismi internazionali. Se davvero si vuole parlare di “attività non conformi all’identità dei luoghi”, sono queste le realtà che andrebbero boicottate, non i piccoli esercenti che tengono vive le vie dei nostri centri. Per ripopolare i centri storici servono case, non divieti».
Avs esprime un concetto diverso per la valorizzazione dei centri storici e la rivitalizzazione dei piccoli borghi: «La valorizzazione passa dal garantire il diritto alla casa con affitti calmierati, incentivi alla residenzialità, e al commercio, servizi pubblici efficienti e sostegno al piccolo commercio senza distinzioni di origine. Chiudere le saracinesche ai kebab mentre si aprono autostrade alle multinazionali non è tutela del “made in Italy”: è selezione su base etnica (caratteristica che sicuramente rende illegale questa assurda misura). Ci auguriamo quindi che il Consiglio Regionale respinga questa proposta di legge. I centri storici non si salvano con le ordinanze contro i poveri, ma con politiche sociali coraggiose che rimettano al centro le persone che li abitano».
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