Sport

Niente rinnovo a calciatrice incinta, la Lazio dovrà risarcire Maja Gothberg – Calcio


Il Tas ha dato ragione a Maja Gothberg, condannando la Lazio femminile al pagamento di un risarcimento: una sentenza storica per le calciatrici incinte, è la prima volta che un club calcistico viene riconosciuto colpevole della violazione delle norme Fifa sulla maternità.

La controversia sul rinnovo del contratto

Il Tribunale Arbitrale dello Sport si è pronunciato in favore della calciatrice svedese: dopo aver contribuito a portare in Serie A la Lazio si guadagnò il rinnovo del contratto per la stagione successiva. Poco prima di firmare il prolungamento, dopo aver trovato un accordo con la società biancoceleste, scoprì di essere incinta e informò il club della sua gravidanza: la Lazio fece un passo indietro lasciandola di fatto senza lavoro e comunicando alle compagne, secondo quanto si apprende dal Tas, la gravidanza. Violando di fatto le norme sulla riservatezza delle informazioni mediche. Dopo il parere negativo della Camera di risoluzione delle controversie della Fifa, Gothberg si è rivolta al Tas. Che le ha dato ragione pronunciando una sentenza storica per il calcio femminile.

Una sentenza che va oltre il calcio

La sentenza del Tas va oltre la semplice questione sportiva e sfocia nei diritti delle lavoratrici: “Non si è mai trattato solo di calcio – ha spiegato dopo la sentenza -, ma di essere trattata con equità e rispetto in un momento importante della mia vita. La sentenza lancia un messaggio chiaro: la gravidanza non dovrebbe mai essere considerata un problema o un motivo per negare a una giocatrice opportunità lavorative”. Fondamentali per la ricostruzione della vicenda sono stati anche i messaggi Whatsapp che certificavano, di fatto, che il club di Lotito era a conoscenza della gravidanza della calciatrice.

La nota della Lazio

La Lazio “prende atto della decisione assunta dal Tribunale Arbitrale dello Sport”, ma in un comunicato evidenzia alcuni aspetti della sentenza. “Il Collegio Arbitrale ha riconosciuto la natura eccezionale del caso, caratterizzato da una serie di circostanze oggettive che lo distinguono dalle ordinarie controversie in materia contrattuale. Tra queste, il fatto che la calciatrice abbia comunicato la propria gravidanza prima dell’inizio della stagione sportiva, prima dell’arrivo presso il club e prima della sottoscrizione formale del contratto”, si legge nella nota. E ancora: “il Tas non ha applicato le ulteriori sanzioni previste dal regolamento Fifa per i casi di risoluzione del rapporto legati alla maternità, riconoscendo l’assenza di mala fede da parte della Lazio e rilevando come il club abbia operato sulla base di una valutazione giuridica poi ritenuta non corretta dal Collegio Arbitrale. La decisione evidenzia inoltre come il rapporto tra le parti sia stato gestito esclusivamente attraverso l’intermediazione dell’agente della calciatrice”. La Lazio non ha mai ricevuto “una comunicazione diretta da parte della calciatrice, né una richiesta di chiarimento circa la prosecuzione del rapporto, né la restituzione del contratto firmato dopo la trasmissione della documentazione predisposta dal club”. Gli arbitri, sottolinea il club biancoceleste, “hanno sottolineato come la calciatrice avrebbe potuto verificare personalmente la disponibilità del club a proseguire il rapporto prima di avviare il contenzioso”. La Lazio, si legge ancora nella nota, “ribadisce il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità che caratterizzano il calcio femminile moderno” e “continuerà a garantire il massimo livello di attenzione nei confronti delle proprie tesserate e ad adeguare costantemente le proprie procedure interne alle evoluzioni normative e regolamentari nazionali e internazionali”.




Source link

articoli Correlati

Check Also
Close
Back to top button
Translate »