Lazio

la sfida di Gualtieri tra metro, tram e mobilità digitale

Un piano d’investimenti da dieci miliardi di euro per far uscire la Capitale dalle sabbie mobili di un sistema di trasporti storicamente asfittico e tentare una rincorsa che durerà almeno due decenni.

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha tracciato la rotta della mobilità del futuro intervenendo al convegno “MaaS for Italy” presso la Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre.

Un appuntamento cruciale in cui sono stati presentati i dati della sperimentazione sulla mobilità intermodale, la tecnologia che permette ai cittadini di pianificare e pagare un unico viaggio combinando mezzi diversi – dai bus Atac alla metropolitana, fino a taxi e sharing – attraverso un’unica applicazione sullo smartphone.

Il primo cittadino non ha usato giri di parole per descrivere l’eredità ricevuta e lo sforzo industriale in corso:

«Stiamo cercando di recuperare il tempo perduto. Abbiamo messo a terra 10 miliardi di investimenti, di cui ben 6 miliardi e mezzo destinati esclusivamente al ferro. Si tratta di una cifra di gran lunga superiore rispetto a tutti gli investimenti sommati insieme prima del nostro arrivo».

La sfida del “MaaS” e il banco di prova della Coppa Italia

Il modello Mobility As A Service (MaaS) rappresenta la vera scommessa digitale del Campidoglio per convincere i romani a lasciare l’auto privata a casa. Il sistema, ha ricordato Gualtieri, ha già superato test complessi sul fronte dell’ordine pubblico e dei grandi flussi: «Lo abbiamo sperimentato con successo in occasioni difficili come la finale di Coppa Italia, offrendo a migliaia di tifosi la possibilità di programmare e gestire un viaggio intermodale con vettori gestiti da operatori differenti, tutto in un clic».

Nonostante i feedback positivi, la strada per agganciare gli standard internazionali resta in salita, frenata da bilanci comunali perennemente in rosso. Il sindaco ha denunciato come il trasporto locale romano sia «cronicamente sottofinanziato» dallo Stato e come la classifica europea della mobilità veda tutte le metropoli italiane relegate in coda.

Per colmare questo storico gap strutturale, secondo le stime del Campidoglio, Roma avrà bisogno di una stabilità di finanziamenti garantita per i prossimi 15-20 anni.

Il boom del “Tap and Go”: 13 milioni di passeggeri digitali

Se la tecnologia MaaS rappresenta il futuro a medio termine, il presente di Atac registra già numeri record sul fronte della dematerializzazione dei biglietti.

Gualtieri ha rivendicato con orgoglio il successo straordinario del sistema “Tap and Go”, il pagamento immediato del biglietto ai tornelli o a bordo dei bus tramite carta di credito o smartphone:

«Abbiamo raggiunto la quota impressionante di 13 milioni di utilizzatori unici. Questo dato non è solo un successo commerciale, ma rappresenta una reale e irreversibile digitalizzazione dei comportamenti e dei pagamenti da parte dei cittadini e dei turisti».

L’appello finale del sindaco è stato indirizzato alla Pisana e a Palazzo Chigi. Per evitare che la gigantesca mole di cantieri aperta a Roma si areni per mancanza di fondi di gestione, serve un patto istituzionale di lungo periodo:

«È indispensabile la collaborazione, il dialogo e soprattutto l’intervento coordinato di tutti i livelli: regionale, metropolitano e nazionale. Solo così – ha concluso il sindacopotremo evitare di dissipare il lavoro fatto e trasformare i trasporti della Capitale in una vera leva di crescita per l’intero Paese».

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