accertamenti su alcuni segni sul corpo

PESARO Il mistero della morte della 51enne giudice Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua casa di Pesaro il giorno di Santo Stefano 2022, è un caso alla “Pollicino”, dove al posto delle briciole di pane, vengono seminati indizi, tracce e sospetti. Aspettando il secondo sopralluogo del Ris nell’appartamento di viale Zara e dopo che l’incontro dell’8 giugno tra periti e consulenti ha portato ad affiancare alla pista del suicidio per impiccagione l’ipotesi dello strangolamento, con l’iscrizione nel registro degli indagati del marito Lorenzo Ruggeri e di un poliziotto in pensione per omicidio, emergono nuovi elementi nell’ambito dell’inchiesta.
La valutazione
Elementi che sono attualmente al vaglio degli inquirenti per cercare di delineare uno scenario il più possibile attendibile a quanto accaduto la mattina del 26 dicembre. Per suffragare l’ipotesi dell’omicidio la procura dell’Aquila, competente nei casi di magistrati marchigiani, non esclude la possibilità di un’aggressione sulla base di alcuni segni riscontrati sul corpo della giudice. Sotto la lente degli inquirenti ora vanno alcune lesioni riscontrate sulle mani, un’unghia spezzata e un ematoma alla testa. Si tratta di lesioni rilevabili dalle foto scattate durante il sopralluogo in viale Zara. Segni che portano la procuratrice dell’Aquila Roberta D’Avolio a non tralasciare la possibilità che Francesca Ercolini possa essersi difesa da un’aggressione. Per questo la procura ha chiesto ulteriori approfondimenti. Ma secondo i periti della difesa proprio gli stessi segni riscontrati potrebbero esser ricondotti allo stato del corpo dopo la morte e non rappresentare delle lesioni certe. Un altro passaggio determinante sarà il foulard, realizzato da Gucci appositamente, che i consulenti della difesa consegneranno agli esperti del Ris. Si tratta della copia esatta di quello con cui la magistrata si sarebbe appesa legandolo alla ringhiera della scala interna. Manca però un pezzo di foulard che è stato tagliato per liberare la donna. E questo sarà oggetto del nuovo sopralluogo previsto nei prossimi giorni. Il perito incaricato dal marito della giudice ha sempre sostenuto la compatibilità tra la striscia e i segni che la vittima aveva sul collo. Tuttavoa Vittorio Fineschi, il consulente del giudice dell’Aquila, ha prospettato altre ipotesi tanto che sono stati fatti sequestrati alcuni cavi elettrici di lampade. Il cold case pesarese pare essere giunto a un bivio delicatissimo che impone prudenza e ponderatezza. E molto si giocherà sulla natura del solco sul collo della vittima. I confronti tecnici sono ancora in itinere, un altro è appunto atteso a breve, e le azioni dei periti paiono muoversi su una scacchiera.
“Chi l’ha visto?” bissa
Intanto questa sera “Chi l’ha visto?”in onda su Rai 3 tornerà a a parlare del caso e interverrà la madre della magistrata, Carmela Fusco: «La sera – ha detto la donna all’inviata della trasmissione – eravamo insieme, stava bene, aveva mille impegni. Non punto il dito contro nessuno, ma devo sapere che cosa è successo quella notte e la mattina..». Carmela Fusco. da tempo chiede di fare piena luce sulla morte della figlia.




