Piemonte

Il municipio di Torino al buio per un blackout, ascensori fermi e computer spenti


Dopo il lunedì nero di Palazzo Marino a Milano anche Palazzo civico a Torino ieri è rimasto al buio per una mezz’ora. E stavolta non si tratta di uno scherzo di Silvio Viale che durante il consiglio comunale ha spento la luce per far credere a tutti che fosse saltata la luce. Gli ascensori si fermano, i computer si spengono. Un breve colpo al cuore amministrativo della città vittima anch’esso del cambiamento climatico che porta le temperature a salire in giornate lunghe come queste di fine giugno. Così la rete si surriscalda, complici le migliaia di condizionatori accesi. E la rete elettrica, in parte vecchia, cede nei suoi giunti.

Ma fuori dal Palazzo ieri anche molti quartieri hanno continuato a registrare interruzioni di corrente. “In corso Salvemini, in modo particolare al 38,manca la luce ormai da 13 ore”, scrive un cittadino. Problemi anche in altri palazzi ad esempio in via canonica mentre ad esempio al 36 40 ed altri. “Siamo anche del tutto senz’acqua”, aggiunge il cittadino del civico 38. In via Guido Reni, angolo via Panizza, sono 220 le utenze senza corrente dalle 22 di ieri sera. Centinaia le chiamate a Ireti che ha tutte le squadre al lavoro per ripristinare i guasti. Meno peggio di lunedì. Intanto il centrodestra attacca. Tutta Forza Italia, da Federica Scanderebech e Domenico Garcea invitano Palazzo civico a chiedere scusa. Roberto Rosso e Marco Fontana parlano di “blackout non sono solo gli uffici comunali, ma l’Amministrazione Lo Russo”. Andrea Russi rimarca che il buio anche Palazzo Civico, più che una coincidenza, sembra una sintesi perfetta: “Torino prova a spiegare l’emergenza mentre l’emergenza entra nella sede del Comune”. L’amministrazione ha già detto la sua. “Il piano industriale di Iren prevede oltre 500 milioni di euro (515 per l’esattezza) di investimenti sulla rete elettrica di Torino nel periodo 2025–2030”. Si lavora a rendere più resistente la rete e nel mentre si corre ai ripari per tamponare i guasti. La multiutility ha anche posizionato 5 generatori in città nei punti più critici. Anche in piazza Vittorio per far in modo che durante San Giovanni non ci siano sorprese.


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