Finte acquirenti in casa, anziani truffati ad Ancona. Via tutto l’oro: beccate dai carabinieri
ANCONA «Vorremmo vedere l’appartamento al piano superiore». Una frase normale, detta sulla porta di casa. Abbastanza, secondo i carabinieri, per far entrare due finte acquirenti nell’abitazione di una coppia di anziani e dare il via al furto. Lui 87 anni, lei 81: hanno accompagnato le due donne a visitare l’alloggio, convinti di avere davanti persone interessate all’acquisto. In quei minuti, però, un complice sarebbe entrato al piano terra e avrebbe svuotato i cassetti. Dalla casa sono spariti monili d’oro e 5mila euro in contanti.
Il colpo
Il colpo risale al 22 agosto scorso, a Chiaravalle. Dopo mesi di indagini, i carabinieri della stazione locale hanno denunciato due donne di 48 e 50 anni, entrambe residenti fuori provincia e già note alle forze dell’ordine, anche per precedenti specifici. L’accusa è furto in abitazione aggravato in concorso. Secondo la ricostruzione dei militari, le due donne si sarebbero presentate a casa dei coniugi fingendosi interessate all’appartamento al piano superiore. Una scusa semplice, credibile, sufficiente a ottenere la fiducia degli anziani e a farsi accompagnare dentro l’immobile. L
a coppia le ha portate a vedere l’alloggio. Proprio allora, approfittando dell’assenza dei proprietari dal piano terra, una terza persona si sarebbe introdotta nell’abitazione principale. Il complice avrebbe avuto il tempo di rovistare nei cassetti e cercare ciò che poteva essere portato via in fretta: oro, preziosi di famiglia e denaro contante. Quando la visita si è conclusa, all’apparenza non era successo nulla. Gli anziani non si sono accorti subito del furto. Solo il giorno successivo, controllando la casa, hanno scoperto che dai cassetti mancavano il denaro e i monili d’oro custoditi nell’appartamento. A quel punto la coppia si è rivolta ai carabinieri e ha presentato denuncia.
Le indagini
I militari hanno raccolto le testimonianze e ricostruito la dinamica della finta visita. Un’indagine proseguita per mesi, fino all’identificazione delle due donne. Per gli investigatori, le indagate avrebbero avuto un ruolo preciso: distrarre i proprietari e portarli lontano dal piano terra, lasciando libero accesso all’abitazione dove erano custoditi denaro e preziosi. La terza persona, invece, sarebbe quella che materialmente avrebbe messo a segno il furto, entrando nell’appartamento e portando via il bottino. Le due donne sono state deferite. Resta ancora da chiarire la posizione del complice entrato in casa mentre i coniugi erano impegnati nella visita dell’appartamento al piano superiore.




