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Tegola per Sanchez: la moglie Begona Gomez rinviata a giudizio. Revocato anche il passaporto

Tegola per Pedro Sanchez. Il giudice Juan Carlos Peinado ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di Begoña Gómez, moglie del premier, adottando contestualmente una serie di misure cautelari che includono il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l’obbligo di presentarsi due volte al mese davanti all’autorità giudiziaria. Come evidenziato da El Pais, le stesse misure sono state applicate anche a Cristina Álvarez, collaboratrice di Gómez presso il Palazzo della Moncloa.

Non è la prima volta che viene chiesto il ritiro del passaporto alla Gómez: una richiesta analoga era stata presentata nel novembre 2024, in occasione di un viaggio previsto in Brasile per il vertice del G20. In quell’occasione, tuttavia, il giudice aveva respinto l’istanza, ritenendo la misura non necessaria e sproporzionata.

Nell’ordinanza resa nota oggi, Peinado motiva invece la decisione sostenendo che esistono “prove ragionevoli di attività criminale” e che, alla luce delle pene previste per i reati contestati, vi sarebbe il rischio che le imputate possano sottrarsi all’azione della giustizia. Secondo il magistrato, le misure cautelari adottate sono finalizzate a prevenire un eventuale pericolo di fuga.

Il governo spagnolo aveva espresso la propria contrarietà alla richiesta di ritiro del passaporto. La ministra Elma Saiz, portavoce dell’esecutivo, aveva dichiarato nei giorni scorsi che una simile misura sarebbe stata difficilmente comprensibile, sottolineando che Gómez vive all’interno del complesso della Moncloa ed è costantemente protetta da un servizio di sicurezza.

L’inchiesta condotta dal giudice Peinado attribuisce a Begoña Gómez quattro ipotesi di reato: traffico di influenze, corruzione, peculato e appropriazione indebita. L’indagine si concentra principalmente su due aspetti: il presunto utilizzo della posizione del marito per favorire la propria attività professionale e l’eventuale impiego di risorse pubbliche – attraverso il supporto della sua collaboratrice – per attività di carattere privato.

Il magistrato sostiene che tali condotte configurerebbero un sistema di corruzione di particolare gravità. In una precedente ordinanza, emessa nell’aprile scorso e con la quale aveva proposto il rinvio a giudizio di Gómez, Peinado aveva evidenziato il carattere eccezionale del caso, affermando che situazioni analoghe sarebbero difficili da rintracciare nella storia istituzionale recente della Spagna.

L’apertura del processo

rappresenta un nuovo sviluppo in una vicenda giudiziaria che continua ad alimentare il dibattito politico nel Paese e che coinvolge direttamente l’entourage del premier socialista, già alle prese con parecchi grattacapi.


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