Automotive, più plastica riciclata e passaporto digitale dei veicoli
Passaporto digitale, percentuali crescenti di plastica riciclata e regime di responsabilità estesa dei produttori. Sono alcune delle previsioni del regolamento sulla circolarità per la progettazione dei nuovi veicoli e la gestione di quelli fuori uso, approvata il 18 giugno 2026 dal Parlamento europeo. Dopo il via libera del Parlamento, il regolamento attende di essere formalmente approvato dal Consiglio prima di entrare in vigore ed essere applicato dopo 24 mesi.
Più plastica riciclata
Entro sei anni dall’entrata in vigore delle nuove norme, i veicoli dovranno essere costruiti in modo che almeno il 15 per cento della plastica usata sia riciclata, per poi salire al 25 per cento a dieci anni. Di questa plastica riciclata, almeno il 20 per cento dovrà provenire da veicoli fuori uso o da parti usate. Per le aziende, ma non per i privati cittadini, in caso di vendita sarà necessario dimostrare che il veicolo non è fuori uso oppure presentare un certificato di revisione valido. Per i cittadini sarà sufficiente presentare uno solo di questi due documenti se il veicolo è stato dichiarato perdita economica totale o se la vendita avviene esclusivamente tramite una piattaforma online.
Passaporto digitale
A partire da cinque anni dall’entrata in vigore del regolamento sarà vietata l’esportazione di veicoli dichiarati non idonei alla circolazione per prevenire lo smantellamento illegale e affrontare il problema dei «veicoli scomparsi». Dopo tre anni, invece, sarà operativo il regime di responsabilità estesa dei produttori, che dovranno coprire i costi della raccolta e del trattamento dei veicoli fuori uso in qualsiasi parte dell’Unione.
Dopo sei anni dall’ingresso in vigore, poi, ogni veicolo immesso sul mercato dovrà essere munito di un passaporto digitale di circolarità: allineato, interoperabile e, se possibile, integrato in altri passaporti ambientali. Tra le informazioni che dovrà contenere il passaporto è previsto anche un catalogo ufficiale dei pezzi di ricambio. Dopo tre anni dall’entrata in vigore del regolamento, gli Stati dell’Unione dovranno mettere a disposizione del pubblico, in forma aggregata per ogni anno civile e nel formato stabilito dalla Commissione, una serie di dati basati sulle informazioni ricevute dai produttori, dalle organizzazioni per l’adempimento delle responsabilità del produttore e dai gestori dei rifiuti. Tra questi: il numero di veicoli immatricolati; il numero di veicoli messi a disposizione sul mercato per la prima volta nel territorio dello Stato membro; il numero e il peso dei veicoli fuori uso raccolti e depurati nello Stato e il numero di certificati di rottamazione rilasciati.
I correlatori Jens Gieseke (commissione per l’Ambiente) e Paulius Saudargas (commissione per il Mercato interno) hanno parlato di «passi importanti per sostenere la transizione del settore automobilistico verso un’economia circolare». Al tempo stesso, spiegano, «per evitare di gravare eccessivamente sul settore, le nuove norme introdurranno obiettivi realistici, meno oneri amministrativi e una concorrenza più equa».
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