Più membri nelle commissioni: Pd sul piede di guerra per la modifica al regolamento comunale
“Come è possibile che dopo anni di lavoro della Commissione Affari Istituzionali, presieduta dalla consigliera di Fratelli d’Italia Stella Mele, non si riesca ad approvare la proposta di modifica del Regolamento comunale? Ogni volta, quando sembra che sia quella buona, arriva lo stop. L’ultimo nella scorsa seduta del Consiglio comunale. Il motivo è semplice. La presidente Mele, in aula, l’altro giorno ha parlato di «mancata convergenza della maggioranza che chiede maggiori approfondimenti sul tema della nuova composizione delle commissioni consiliari» e della volontà di voler mettere il provvedimento «al riparo da fretta ed equivoci interpretativi». E fa bene la presidente Mele ad essere prudente, visto che un suo collega di partito, Luigi Antonucci, quale primo firmatario e altri componenti di Forza Italia (Antonio Comitangelo e Giuseppe Dibenedetto), hanno presentato un emendamento che dietro una modifica del numero dei componenti delle commissioni, che passerebbero da 5 a 15 membri, nasconde un vergognoso tentativo di garantire ai consiglieri compensi più che triplicati rispetto a oggi e, per le casse comunali, altrettanti esborsi“, denunciano la Segreteria PD e il gruppo consiliare PD.
“Se oggi il costo di una seduta è di euro 242.05, con 15 componenti passerebbe a euro 726,15. Il che vuol dire che, se ogni commissione si riunisse due volte a settimana, per un anno la spesa sarebbe di circa 600.000 euro. E che importa se l’aria è irrespirabile, le strade della città sono in uno stato pietoso, se non ci sono giochi, spazi adeguati e sicuri per i bambini, se i parchi vengono chiusi perché non si può pagare il personale che dovrebbe vigilare, che importa se la città vive un momento di profondo decadimento.
Insomma, il centrodestra da una parte, in Consiglio, porta la propaganda della rottamazione dei tributi locali per andare incontro ai cittadini in difficoltà, senza pensare a premialità e criteri di equità per chi quei tributi, con enormi sacrifici e senso civico, li paga, e senza garanzie per le casse pubbliche; dall’altra corre ad accaparrarsi emolumenti che snaturerebbero la funzione stessa del consigliere comunale.
Questo, lo ripetiamo, è vergognoso e lo denunciamo con forza, perché i cittadini devono sapere cosa si nasconde dietro la facciata populista di un governo cittadino che nulla fa per il bene comune. Il centrodestra sta seminando un terreno pericoloso per le prossime elezioni comunali ed è totalmente concentrato a interessi di parte, di casta. Cosa pensa il primo cittadino, Cosimo Cannito, con la sua proverbiale parsimonia e la sua attenzione alle spese e alla tenuta dei conti comunali, di questa proposta di parte della sua maggioranza? Noi ci opporremo in ogni modo a questa modifica per tutelare la dignità stessa dell’Assemblea cittadina e chiediamo di destinare quelle risorse a Barletta e ai suoi cittadini”.
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